Home / Approfondimenti / 10 Cose che (forse) non sai su Bruce Dickinson

10 Cose che (forse) non sai su Bruce Dickinson

Bruce Dickinson è ormai una vera icona, non solo del metal ma del rock su scala mondiale. Sono tantissimi gli aneddoti su di lui, le curiosità che lo riguardano e le esperienze di vita che ha vissuto. Ma siamo sicuri di conoscerle tutte? Oggi, giorno del suo compleanno, abbiamo deciso di elencare “10 Cose che (forse) non sai su Bruce Dickinson” proprio per imparare qualcosa in più sul frontman degli Iron Maiden.

1
Il primo amore musicale di Bruce Dickinson furono i Beatles. Aveva visto in televisione la performance della band al “Late Show” di Londra, durante la quale gli “scarafaggi” di Liverpool suonarono “She Loves You“. Bruce convinse quindi il nonno a comperargli questo nuovo singolo: rimase ad ascoltarlo per mesi e mesi.

2
A 13 anni il suo gruppo preferito erano invece i Deep Purple: sentì “Child in Time” e ne rimase assolutamente sbalordito; rimase incredulo e colpito dalla stupefacente voce di Ian Gillan. Ed è proprio con “In Rock” dei Deep Purple che Bruce si tuffò a piedi uniti nel mondo del rock. Di qui, scoprì poi i Black Sabbath e i Jethro Tull. Così facendo, ebbe la “rivelazione” di quello che era il suo progetto di vita: suonare rock n’roll.


3
Inizialmente, Bruce voleva suonare la batteria: era appassionato di percussioni e passava il tempo a suonare i bonghi che si trovavano nella sala di musica della scuola in cui studiava. Non era però molto bravo su questo tipo di strumento…

4
bruce-dickinson-giovaneProprio per la sua poca propensione verso i bonghi, il suo amico d’infanzia Mike Jordan lo convinse a provare con il canto. Il primo brano su cui si cimentò fu “Let It Be” dei Beatles. Gli amici lo stimolarono a interpretarla a modo suo, e scoprì – in questo modo – del potenziale enorme della sua estensione vocale.

5
Durante una festa scolastica, Bruce cantò una canzone durante il ballo. Dickinson non solo la interpretò alla perfezione, ma finì per frantumare il globo di vetro che si trovava sul soffitto. Di qui si dice sia nato il soprannome “Air Raid Siren“.

6
La prima volta che Bruce Dickinson si avvicinò agli Iron Maiden fu nel locale inglese “Music Machine“. Si trovava lì perché suonava con la band di supporto alla Vergine di Ferro: i Samson. Durante lo spettacolo di Steve Harris e compagni, il cantante si voltò verso il suo amico Mike Jordan e disse: «Questa band è veramente ottima e voglio cantante per loro: sono dei grandi professionisti». Da quel momento, Dickinson si convinse che un giorno avrebbe suonato con gli Iron.


7
Nonostante Dickinson sia considerato come uno dei più grandi cantanti della storia del metal, ha dichiarato in più occasioni di non avere mai preso delle lezioni di canto con un insegnante. La sua tecnica vocale è figlia del grande studio, impegno e dedizione che vi ha impiegato da autodidatta. Tuttavia, Bruce conosce molto bene la sua voce: ne ha un’ottima padronanza e difficilmente si spinge oltre i suoi limiti.

8
Dickinson ha dichiarato che le sue più grandi fonti di ispirazione sono state le voci di Arthur Brown, Peter Hammill dei Van Der Graaf Generator, Ian Anderson dei Jethro Tull, Ian Gillan dei Deep Purple e Freddie Mercury dei Queen.


9
Dickinson ha più volte dichiarato l’importanza di prendersi cura della propria voce, soprattutto quando ci si rende conto che qualcosa non va. A questo proposito, rivela di avere cancellato circa 25 spettacoli in oltre 35 anni di carriera: «È stato importante, affinché la voce non si deteriorasse troppo. Questa è la differenza fra chi ci tiene al proprio strumento e chi no. Non ho mai preso steroidi o fatto terribili iniezioni. Se la mia voce è messa così male da non potere cantare senza medicine, allora vuol dire che non canterò».

10
Bruce è un essere umano come tutti noi e, in quanto tale, anche a lui è accaduto qualche piccolo fuori programma indesiderato. Nel 1985, durante l’esecuzione di Revelations, impattò accidentalmente con la testa contro la chitarra di Dave Murray: Dickinson non si fermò – nonostante la perdita di sangue – e continuò a cantare come se nulla stesse accadendo.

Commenti

Commenti

About Redazione

Redazione
Classe 1980, da sempre amante della buona Musica, musicalmente è cresciuto da autodidatta impazzendo per il Rock italiano prima (galeotti furono i Litfiba) e il Dark/Gothic Metal dopo, per finire all'Indie e al Rock classico. Sotto la scorza da bravo ragazzo nasconde un animo ribelle e Rock. Si “droga” di Musica e non rifiuta mai una birra. È possibile contattarlo a questo indirizzo email: nino@we-rock.info