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Giudizio Complessivo "Eccellente"

Tre campane di sventura suonavano quando negli ultimi giorni dell’anno MMVII, due uomini, siglarono un patto insieme a un terzo individuo, per risvegliare gli antichi spiriti di Peaceville Three e di Stoccolma…

… Okay, okay, okay, lasciamo stare questo preambolo in stile racconto gotico (per giunta mal riuscito) e ricominciamo…

Nel 2007, due chitarristi, Peter Egberghs e Kurt Blommé e un bassista, Roel Van Doorsselaere, decidono di dar vita ad una band con l’obbiettivo di riportare in auge i fasti del Doom Metal di gruppi come Paradise Lost, My Dying Bride, Anathema e i primi Katatonia. Dopo alcuni mesi alla ricerca di musicisti adatti a questo loro progetto, vengono reclutati il cantante Arne Vandenhoeck e il batterista Dennis Lefebvre con cui la band completa la sua formazione e inizia a dar vita velocemente alle prime canzoni. Dopo i primi live che si rivelano subito molto intensi nell’autunno del 2008, il gruppo entra nello studio della Literecordings per registrare il primo EP: “Norizon” che verrà rilasciato a Marzo dell’anno successivo ottenendo un buon riscontro da parte della critica e permettendo alla band di imbarcarsi in un nuovo tour di dieci date per presentare il nuovo lavoro.
Nel frattempo, iniziarono i lavori per il debut-album la canzone per un primo album che porta il combo belga, nell’ottobre 2010 agli Excess Studios di Rotterdam dove prende vita “To Drown“, che sarà distribuito da Shiver Records nel mese di Giugno del 2011. Il 2013 vede la band presentarsi sulle scene con una nuova formazione, dopo il primo cambio al basso che ha visto l’uscita di Roel Van Doorsselaere sostiuito da Zoran Van Belleghem, la band recluta come nuovo bassista Boris Iolis come bassista, prima di recarsi nel rinomato studio di registrazione belga Motormusic, nella natia Mechelen, per realizzare il loro secondo album “Roots of Grief” (Shiver Records). Successivamente al tour promozionale del nuovo album al fianco di Ahab, Mourning Beloveth, Saturnus, Eye Of Solitude, Ophis oltre ad altre band del Movimento Doom, nel 2015, due anni dopo il secondo full, la band si ritrova per le mani diverso nuovo materiale che finirà per dar vita all’EP Lost
, prodotto con la collaborazione di Markus Stock (Empyrium,The Vision Bleak Fame) e al terzo album dal titolo “Into The Arms Of Darkness” uscito nel 2017. Quest’anno la band festeggia i suoi primi dieci anni di carriera e lo fa dando alle stampe un nuovo EP licenziato dalla Grimm Distribution / Cimmerian Shade Recordings e divulgato con la collaborazione di L’Alchimie Agency, il quale verrà rilasciato ufficialmente il 14 Ottobre. “Death Wish Woman” si compone di tre nuove canzoni inedite e di una cover di una delle band a cui il loro sound è ispirato, ovvero As I Die dei Paradise Lost. 

Apertura dei giochi affidata all’openerBroken Wings“. Una prima canzone introdotta da una chitarra acustica subito raggiunta dalla batteria che scandisce subito il tempo che avrà il pezzo. Intro di breve durata che spiana la strada al Doom dall’incedere pesante della band belga, incattivito dalle vocals di stampo Death Metal. Una prima traccia impreziosita da repentini cambi di tempo che alternano il Doom a incursioni che sanno di Thrash che in altri contesti porterebbero subito a far storcere il naso ai puristi di questo o quel genere che male vedrebbero una simile unione e invece la band riesce a fondere queste tre correnti con grande facilità e abilità confezionando un brano che riesce ad essere aggressivo e ipnotico allo stesso tempo e che riesce anche ad avere delle aperture melodiche più ariose che unite al growl e al cantato in pulito della parte finale portano la traccia verso un Epic Doom elegante e fortemente riuscito. Una prima traccia decisamente convincente. A seguire troviamo la title-trackDeath Wish Woman“, canzone presentata come singolo il 14 Settembre (potete trovare la news uscita in contemporanea alla pubblicazione del singolo sulla nostra pagina Facebook). Il matrimonio tra Death, Thrash e Doom diventa ancora più marcato e ne scaturisce una traccia veloce ma con un riffing portante e una ritmica che riescono a mettere in evidenza anche passaggi più articolati e ragionati che si vanno ad intervallare a frangenti molto più cadenzati che ricordano i Candlemass per epicità e pathos. L’aggressività del sound del disco aumenta maggiormente dove il mood diventa quasi totalmente Thrash / Death ma dove però il Doom non viene messo in disparte e segna i momenti più intensi del pezzo. Terza posizione occupata da “A Departing Guest“. Questa terza canzone, guardando al minutaggio, è quella con la durata maggiore di tutto l’EP. La prima cosa che desta l’attenzione è che per tutta la prima parte dell’arrangiamento il sound appare fin troppo lineare e semplicistico nella sua composizione ma (fortunatamente) è solo una impressione negativa pronta a dissolversi rapidamente perché i suoni che hanno fin da subito reso convincente questo parto discografico compaiono all’improvviso riportando in vetta le melodie, epiche e aperte della seconda traccia nonché quei lontani ma vicini echi di atmosfere sulfuree come in apertura; l’andamento mantiene comunque una certa linearità anche nei cambi di tempo che caratterizzano la seconda parte del pezzo, ma non si rischia né la noia né la perdita di attenzione. In chiusura troviamo la citata cover dei Paradise LostAs I Die“, questo brano, tratto dall’album “Shades of God“, possedeva già in origine un’alta carica emotiva, forti connotati gotici cosparsi sapientemente di quell’aria tetra e quasi paurosa accentuata dai patterns della batteria surclassati dalle vocals che distorcevano il pezzo in forma maggiore rispetto a quanto veniva fatto dalle chitarre oltre che a melodie che portavano alla vertigine; elementi che ne ha fatto uno degli anthems della band britannica. La versione rivisitata e corretta dei Marche Funèbre rende il mood del brano originale più greve e aggressivo incrementando i livelli delle atmosfere, aumentandone la rabbia, ampliandone le emozioni e l’intensità originarie portando il tutto su un piano più alto che si rivela di grande impatto, migliorando addirittura la versione originale.

Ottima prova che ci presenta una band dalla verve immutata che speriamo di vedere presto tornare con un nuovo album.

TRACKLIST:

  1. Broken Wings
  2. Death Wish Woman
  3. A Departing Guest
  4. As I Die (Paradise Lost cover)

LINE-UP:

Arne Vandenhoeck – Vocals
Peter Egberghs – Guitars / Vocals
Kurt Blommé – Guitars
Boris Iolis – Bass / Vocals
Dennis Lefebvre – Drums

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