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Giudizio Complessivo "Eccellente"

Durante i giorni dello scorso mese (il 10 per essere precisi) sulle nostre pagine era apparsa la succulenta news nella quale vi annunciavamo l’uscita del primo videoclip ufficiale del nuovo progetto solista del singer di una tra le più note Death Metal band del nostro territorio, i Sadist. Il nuovo lavoro che vede impegnato Trevor è stato chiamato, molto semplicemente, Trevor And The Wolves (http://www.we-rock.info/news/trevor-wolves-online-il-primo-videoclip-burn-sunrise/). La proposta della neonata band si basa su un Hard Rock genuino e sanguigno che si rifà a bands come AC/DC, Motörhead e Saxon. Da quest’idea, il 2 Febbraio (quindi domani) vedrà la luce il primo full ufficiale della band, “Road To Nowhere“, registrato presso i nostrani Nadir Music Studio (Genova) sotto la sapiente supervisione di Tommy Talamanca (Sadist) e permette allo stesso Trevor di svestire i panni del deathster e di calarsi in un “personaggio” tutto nuovo andando ad esplorare costumi e tradizioni locali con un’ottica personale.

Il nuovo album si compone di dieci tracce che riescono subito a risultare molto più particolareggiate rispetto alla semplice etichetta Hard Rock che viene data al tipo di proposta. L’iniziale “From Hell To Heaven Ice” si apre con un piglio cinematografico tra il folkloristico e l’atmosferico che proietta la mente in paesaggi lontani tra verdi vallate e aridi deserti che piano piano sfociano in un pezzo dalle ritmiche scandite e dai riff taglienti, quasi a confezionare uno “Slow-Hard Rock” di grande impatto che non rende vana l’immagine iniziale e permette alla voce graffiata di Trevor di dare il via alle danze, senza che le origini musicali del cantante vengano annullate del tutto ma che danno la prova di essere, in quanto ad impronta, perfettamente integrate nel groove di questa prima traccia, risultando un perfetto incrocio con la voce di Brian Johnson, con giusto quel poco di cattiveria in più che mancava, senza sfociare nei territori più noti del Nostro. Una prima traccia con un ritornello che si stampa subito in testa e un tappeto sonoro intrigante e che coinvolge all’istante. “Burn At Sunrise“, primo singolo presentato dai Trevor And The Wolves, si colloca al secondo posto della scaletta e prosegue il percorso dell’opener senza aggiungere o togliere niente al sound globale ma tenendo alta l’asticella qualitativa dell’album e mantenendo altresì alto il livello di attenzione di chi ascolta. Un brano che rimane molto classico nella sua struttura ma questo non lo penalizza affatto. L’ispirazione agli AC/DC resta molto forte ma non sembra intaccare più di tanto l’idea alla base di questo progetto della neonata band italiana. Una nuova intro carica di atmosfera con un briciolo di folklore ci attende al varco con “Red Beer“, canzone che vede apparire delle prime special-guests di questo album: Francesco Chinchella, musicista folk qui impegnato nel dare il suo contributo al pezzo con la sua Ghironda medioevale e di Daniele Barbarossavocalist dei Winterage, che abbandona il microfono per dare spazio alla sua abilità nel dominare uno strumento come la cornamusa.. L’intro, come dicevamo poco fa, riporta in auge la vena atmosferica di questo pezzo, questa volta attraverso un confuso vociare cittadino che apre ad un pezzo sempre basato su riffs granitici e ritmiche scandite che però grazie all’intervento di due strumenti “insoliti” nel Rock duro, almeno nella sua idealizzazione più diffusa, cambia l’impronta sonora della traccia e ben si presta all’aggressività del riffing portante e all’apertura degli assoli cuciti sopra ad una ritmica precisa, portata quell’aria di novità che spesso manca, sempre quando il genere proposto sia adatto come in questo caso. Un secondo inizio delicato e trascinante lo troviamo in “Black Forest“, quarta traccia, prima che il muro sonoro della band faccia il suo ingresso con tutta la sua verve buttando nuovamente l’ascoltatore nella mischia. Arriviamo a “Bath Number 666” e assistiamo ad un cambio di line-up, il batterista Emanuele Pecorini lascia il posto dietro alle pelli ad uno dei più significativi batterista che la scena italiana può annoverare: Christian Meyer direttamente dagli Elio e le Storie Tese. Oltre a questo, troviamo anche la terza guest del disco: Stefano Cabrera (Gnu Quartet) con il suo violoncello. Il sibilo di un forte vento accompagnato dal violoncello (che all’inizio simula un urlo lacerante) fungono da start per una traccia che risulta già più diversa e completa rispetto alle precedenti (che nulla hanno di errato) attestandosi più che sull’Hard Rock su un Rock dagli echi sinfonici ma con una durezza ben precisa e affilata, con una ritmica più articolata e dove la voce di Trevor può trovare tutto lo sfogo necessario per mostrare tutta la sua carica. Con “Spiritual” si passa rapidamente ad un’introduzione evocativa e rituale prima che la band irrompa sulla scena in un mix tra Hard Rock ed Heavy Metal. La settima traccia, “Roadside Motel” vede la presenza delle ultime tre special-guest di questo esordio: Paolo Bonfanti, cantante e chitarrista qui nella sola veste di chitarrista con la sua Slide-guitarGrazia Quaranta, una tra le migliori nuove voci della scena musicale nostrana Quello che abbiamo è un brano dove l’impronta del gruppo sfocia in lidi più vicini al Blues nella sua veste elettrica, ma con uno stampo più aggressivo che si impreziosisce del controcanto al femminile e dell’apporto della chitarra slide. Le conclusive “Wings Of Fire“, “Lake Sleeping Dragon” e “Unforgivable Mistake” pongono nuovamente l’accento sul Rock nella sua veste più dura e diretta.

Esordio senza una pecca che mette in luce la genuinità della proposta e che si rivela una prova maiuscola sia per il frontman Trevor, sia per la band che per le guest che con il loro contributo hanno donato ancora più forma e colore ad un album nato su solide basi e ben sviluppato, senza cercare di creare qualcosa di nuovo scadendo magari nell’auto-celebrativo o in mix mal riusciti e commistioni di dubbio gusto, ma strutturandosi su un suono sì già noto ma che non ha bisogno di modifiche o modernizzazioni. 

 

TRACKLIST:

  1. From Hell To Heaven Ice
  2. Burn At Sunrise
  3. Red Beer
  4. Black Forest
  5. Bath Number 666
  6. Spiritual Leader
  7. Roadside Motel
  8. Wings Of Fire
  9. Lake Sleeping Dragon
  10. Unforgivable Mistake

LINE-UP:

Trevor Sadist – Vocals
Francesco Martini – Lead Guitar
Antonio Aluigi – Bass
Alberto Laiolo – Rhythm Guitar
Emanuele Peccorini – Drums

Special Guests:

Christian Meyer (Elio e le Storie Tese) – Drums on “Bath Number 666

Stefano Cabrera (Gnu Quartet) – Cello on “Bath Number 666

Paolo Bonfanti – Slide Guitar on “Roadside Motel

Grazia Quaranta – Vocals on “Roadside Motel

Francesco Chinchella – Ghironda on “Red Beer

Daniele Barbarossa – Bagpipes on “Red Beer

WEB:

Facebook: https://www.facebook.com/trevorandthewolves

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