Un’altra escursione guidata nel mondo da dove il Rock e i suoi Figli hanno avuto vita, il Blues, mi ha portato alla scoperta di un artista di cui (ahimè!) ignoravo totalmente l’esistenza: Rocky Athas.

Se permette, vi racconto “brevemente” di chi si tratta…

Quando Rocky Athas, venne chiamato di John Mayall, l’icona del British Blues, per assumere il ruolo di chitarra solista nel suo album del 2009, né è stato onorato (e vorrei vedere quale chitarrista blues non si sentirebbe allo stesso modo se venisse chiamato a suonare insieme ad una Leggenda vivente del Blues).
Onorato di essere riconosciuto per la sua abilità di chitarrista e onorato di essere richiesto dal creatore dei leggendari “The Bluesbreakers”, gruppo che ha visto avvicendarsi tra le sue file, chitarristi di grande talento tra cui Eric Clapton, Peter Green, Jack Bruce, John McVie, Mick Fleetwood e Mick Taylor.
Un’occasione esaltante. In poche settimane della chiamata ricevuta da John Mayall, i due chitarristi, erano già insieme nella stessa band.
Il primo album di Rocky con John Mayall, pubblicato da Eagle Records, è stato recensito da Guitar Player Magazine, che ha definito Rocky “un veterano, un pistolero del Texas con un tono malvagio e una fiorente carriera solista già affermata.
Infatti, Rocky, prima di entrare a far parte della squadra di Mayall, aveva già rilasciato un album distribuito in tutto il mondo, da titolo “Miracle”, album promosso dalla sua amicizia con il Grammy Award-winning e produttore musicale Jim Gaines (Santana, Steve Miller, Journey, Stevie Ray Vaughan), che registrato mentre Rocky lavorava sul disco “The Bluesberries” con Buddy Miles (Jimi Hendrix, Electric Flag e Carlos Santana).
Con Jim, nominato “Blues Producer dell’anno” nel 2003, Rocky, ha visto prodotti due dei suoi album da solista: “Miracle” e “Voodoo Moon”.
All’inizio della sua carriera, Rocky è stato il vortice creativo dietro il Lightning, uno dei più grandi night club della storia del Texas.
Nativo di Oak Cliff, nel Texas, all’età di 23 anni, è stato nominato uno del primi “TEXAS TORNADOS” nella lista del Buddy Magazine, nella categoria Top Ten Guitarist.
La lista dei “Texas Tornados”, ha continuato, nel corso degli anni, ad includere chitarristi del calibro di Eric Johnson, Jimmie e Stevie Ray Vaughan (con il quale Rocky ha stretto una grande amicizia e con cui condivide le radici ad Oak Cliff. Amicizia della quale si possono leggere le parole di Rocky, nel libro di Kerri Leigh: “Stevie Ray: Soul To Soul”), Billy Gibbons (ZZtop) e Johnny Winter.
Dopo il Lightning, Rocky diventa il chitarrista solista in alcune band: tra cui la southern-rock band Jim Dandy & Black Oak Arkansas, accreditato anche come writing/performer su “Ready As Hell” e “Wild Bunch”, brani che sono stati inclusi nel loro greatest hits.
Durante la sua associazione con i B.O.A., Rocky, incontra lo straordinario batterista Johnnie Bolin, fratello di Tommy Bolin (Deep Purple e James Gang). Johnnie e Rocky consolidano un legame permanente e forte come fossero fratelli.
Rocky, successivamente, ha portato in tour (e registrato) un tributo per Tommy Bolin, dal titolo (ovviamente) “Tommy Bolin Tribute” uno show eseguito per Johnnie a sostegno della “Tommy Bolin Archives Foundation” con il famoso vocalist e bassista Glenn Hughes (Deep Purple).
Tornando al presente, dopo sei anni di collaborazione e un nuovo album di Mayall, quella di Rocky, risulta subito una vita speciale, come recita il titolo del nuovo album di Mayall “A Special Life”, tanto speciale da spingere Neil Spencer di Uncut Magazine a lodare altamente il nuovo lavoro discografico in “… cui il chitarrista, Rocky Athas, ricorda il giovane Eric Clapton (che mentre questo articolo iniziava a comporsi è stato proposto per la “Blues Hall Of Fame” insieme a Little Richards.) .”

La discografia di Rocky Athas, è molto ampia:
(2014) Rocky Athas, with John Mayall and Smokin’ Joe Kubek “Let My Guitar Do The Talking… with My Friends”;
(2014) John Mayall “A Special Life”;
(2011) John Mayall “Live in London”; (2010) The Cliffhanger Project”;
(2009) John Mayall “Tough”;
(2007) Rocky Athas “Lightning”;
(2005) The Rocky Athas Group – featuring Larry Samford “VooDoo Moon”;
(2003) The Rocky Athas Group -featuring Larry Samford “Miracle”;
(2002) Buddy Miles, featuring Rocky Athas “Blues Berries”;
(2005) The Rocky Athas Group – featuring Larry Samford “VooDoo Moon”;
(2003) The Rocky Athas Group – featuring Larry Samford “Miracle”;
(2002) Buddy Miles – featuring Rocky Athas “Blues Berries”;
(2001) Jim Dandy’s Black Oak Arkansas “Greatest Hits”;
(2000) “Blue Haze: Songs of Jimi Hendrix”;
(1999) Rocky Athas “That’s What I Know”;
(1999) Jim Dandy’s Black Oak Arkansas “The Wild Bunch”;
(1997) Glenn Hughes & Friends “A Tribute to Tommy Bolin”;
(1984) Jim Dandy’s Black Oak Arkansas “Ready As Hell”;
(1980) Q102 “More Texas Crude”;
(1977) Q102 “Refined Texas Crude”.

Una discografia, che per poterla io recensire, mi servirebbero mesi di ascolto, in quanto ogni album presenta una personalità diversa dal successivo o dal precedente, dove lo stile chitarristico del musicista texano, attraversa varie fasi e sfaccettature del Blues nella sua veste elettrica.
Difficile sarebbe (parlo sempre per me sia chiaro) anche solo provare a mettere nero su bianco una “pseudo-critica” per un brano pescato a caso, in quanto varrebbe la stessa ampia varietà stilistica trovata per ogni disco.

L’unica cosa fattibile da questo punto di vista, era presentarvi (se ancora non lo conoscevate artisticamente) questo pluridecorato chitarrista texano, dalla doppia carriera musicale di alto livello, che vi invito a scoprire, anche solo per curiosità, anche se non siete “amanti” del genere Blues, anche solo perché siete stufi di questi miei articoli fuori tema, insomma, fate come vi pare, io sono stato onorato di potervi riportare queste poche righe e di aver potuto ascoltare alcuni brani.

Rocky Athas… Buon Ascolto!

Commenti

Commenti