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Un patto con la strega primigenia – “Tenebra”, il debutto de La Janara

Oggi vogliamo concederci un tuffo nelle sonorità del passato attraverso le gesta di una nuova band nostrana: La Janara; band Heavy / Doom Metal con influenze Progressive e Folk formatasi nel 2015 in Irpinia, che prende il nome dalla misteriosa strega (La Janara) che visse per secoli nelle leggende e nei racconti locali. La band combina le esperienze elettriche del Occult Rock italiano alla Paul Chain al Rock anni ’70 con quelle secolari fatte di credenze popolari, superstizioni e misteriose leggende, che affondano nella psiche del popolo del sud italiano sin dalle sue origini.

Dopo l’uscita di una Demo nel 2015 e il primo EP omonimo nel 2017, distribuito dalla Black Widow Records, La Janara pubblica il suo primo album ufficiale di debutto intitolato “Tenebra“, in uscita il 27 marzo di quest’anno preceduto dalla release del singolo “Il Canto dei Morti“, avvenuta il 13 febbraio, sempre prodotta e distribuita dalla Widow Records. Le canzoni trovano forza nei testi e nelle musiche composte da Il Boia (al secolo Nicola Vitale). L’album, ambientato in una Irpinia senza tempo, rurale, circondata da montagne e vecchi villaggi, all’interno della quale si affrontano temi come il lato oscuro dell’anima umana ma anche il dolore e la libertà delle donne che hanno sopportato il peso dell’oppressione nel corso dei secoli, che trovano il loro posto all’interno della società solo attraverso riti pagani e invocazioni occulte. L’album è stato registrato a metà strada tra i Blackness Studios di Rocco Minichiello (Release The Blackness) e i Time Collapse Studios di Roma, dove è stato mixato e masterizzato da Alessio Cattaneo (Onryō) e Riccardo Studer (Stormlord). L’album ha visto la luce con l’ingresso del nuovo batterista, Il Mercenario, giunto in formazione dopo la partenza de L’Alchimista e vanta la presenza di diversi ospiti speciali come Riccardo Studer alle tastiere, Alessandro Liccardo degli Hangarvain che ha contribuito negli assoli dei brani “Mephis” e “Or Poserai Per Sempre ” che vede Giulian della Black Metal band partenopea Scuorn alla voce e Alessio Cattaneo che ha collaborato alle linee di basso e alla programmazione della batteria su “Ver Sacrum“.

Un album che rivela subito i suoi tratti particolari, dove suono e parole si sostengono l’uno con l’altro creando degli intrecci narrativi che amplificano i rimandi alla tradizione e alle leggende del territorio natio della band. Altro elemento che salta subito all’orecchio è la ricercatezza vocale che arricchisce i pezzi, un connubio tra parti recitate e un cantato roccioso e melodico, specie nei primi due grantici brani di questo debut-album: “Malevento” e “Mater Tenebrarum“. La parte elegante e introspettiva della voce de La Janara si manifesta per la prima volta nella sua interezza in “Violante Aveva Un Osso Di Capra“, terza traccia in scaletta; brano che introduce la protagonista della storia racchiusa nei brani di “Tenebra“. Una canzone lenta, quasi completamente acustica, velata di poesia che con parole simili ad un’antica filastrocca danno corpo all’anima più oscura e onirica della band che trapela da ogni accordo e da ogni arpeggio della chitarra, strumento dominante. Un tocco vocale che prosegue anche nella successiva “Tenebra“, title-track dell’album, che riprende il connubio vocale grezzo/morbido e lo riporta in un tappeto sonoro Heavy Rock che scuote e allo stesso annebbia la vista grazie ad un passo ritmico sulfureo che confonde piacevolmente. Con “Mephis” la band sfiora confini che riportano ai Death SS, e ne amplificano i tratti stilistici aggiungendo una maggiore attitudine aggressiva che in parte prosegue nella successiva “Cera“, pezzo dove le linee vocali si fanno più sofferte e la musica diventa un vortice che trascina annichilendo le difese di chi ascolta. Un ritorno ai suoni e ai colori della precedente “Violante…” lo troviamo in “Volano I Corvi“, seconda canzone che lascia piena libertà alla profondità espressiva al volto femminile del gruppo. Un pezzo malinconico e trasognato che lascia dietro di se emozioni contrastanti e l’insana voglia di riascoltarlo più volte per comprendere cosa gli occhi hanno visto e cosa le orecchie hanno sentito. Così come accade in “Or Poserai Per Sempre” e la conclusiva “Ver Sacrum” dove oltre agli echi e alle sensazioni lasciati da “Volano I Corvi” catapulta nuovamente in quell’universo fatto di riffs taglienti e ritmi sostenuti a metà tra l’andamento lisergico e settantiano dell’Occult Rock anni ’70 (un mix tra MacArthur, Atomic Rooster e Witch Burning) e i già citati Death SS e Paul Chain, oltre ad echi Folk e Progressive Rock (sempre di matrice settantiana) e una punta di psichedelia che aumenta la gamma sonora dei brani.

Un debutto sorprendente che non lascia spazio alla ricerca di sbavature o errori che siano di minima o di grossa entità. Composizioni pulite e dirette che rivelano un band padrona del genere e delle influenze che trasportano in questo lavoro e padrona delle storie e delle gente della loro terra d’origine che vengono sfruttate con tatto e rispetto per tessere la storia di “Tenebra“. Un tuffo negli anni ’70 (e in parte anche ’80 / ’90) che non sfigura davanti al taglio moderno e al tocco personale del quartetto irpiniano.

TRACKLIST:

  1. Malevento
  2. Mater Tenebrarum
  3. Violante Aveva Un Osso Di Capra
  4. Tenebra
  5. Mephis
  6. Cera
  7. Il Canto dei Morti
  8. Volano I Corvi
  9. Or Poserai Per Sempre
  10. Ver Sacrum

LINE-UP:
La Janara – Vocals
Il Boia – Guitar
L’Inquisitore – Bass

Il Mercenario –  Drums

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Le immagini del video sono tratte da “Häxan – La Stregoneria Attraverso i Secoli“, un documentario svedese del 1922 scritto e diretto Benjamin Christensen, basato sui suoi studi sul “Malleus Maleficarum“, la guida per gli Inquisitori del XV secolo.

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