Una tappa essenziale per gli Alter bridge che reduci dall’Atlantic di Roma, il giorno prima, approdano al Mediolanum Forum di Assago , Milano.
Il palazzetto è quasi pieno, nonostante la chiusura del secondo anello. Tra cori degni di una curva da stadio e spasmodici ondeggiamenti, la folla è in fremente attesa! Ma ecco che, dalle sopite luci del palco, si materializza la giovanissima band!
Sono loro, gli Halestorm ad aprire lo show in modo eccelso. L’impatto con la bella, aggressiva e spiccante personalità di Lzzy Hale è decisamente sconvolgente ma a rendere lo spettacolo ancora più “scosso” è pur sempre il suo carismatico fratello Arejay che con i suoi lanci di bacchette e salti da circense dallo sgabello, quasi a riprova della sconfinata passione per lo spettacolo e non di meno per il suono, manda letteralmente in delirio lo spettatore.
Il tempo, intanto, decisamente, inesorabilmente scorre! Il palco ora, viene risistemato con celerità accademica! Si! Si avvicina il momento clou della serata, che proverò a balbettare più che raccontare; l’emozione pervade la platea, ore 21,00 circa, un irreale soffondersi di luci che sottenderebbe ad una quiete del divenire ed invece eccoli apparire gli Alter Bridge!
Partono subito con “Addicted to pain”, tratto dalla loro ultima fatica, “Fortress”.
Il sound è travolgente e, tolta la partenza quasi da terremoto, per via delle frequenze basse esageratamente pregnanti, si avvicina subito alla perfezione.
Lo spettacolo procede meravigliosamente, con i canti partecipati a squarciagola ed un susseguirsi di brani senza soluzione di continuità, quasi un pezzo unico di ottima musica regalato all’entusiasta Itala folla di “metal pellegrini”. Un pubblico di fantastici amanti spasimanti che Myles tiene a ringraziare, innanzitutto per la numerosissima presenza, poi per la passione e l’appoggio dimostrati, alla sua avventurosa band, sin dagli esordi.

Tra i 19 brani eseguiti, ascoltiamo le numerose canzoni tratte da “Fortress”
Una di queste è “Water Rising” cantata cosi meravigliosamente da Mark Tremonti che quasi sembrava in playback.
Non potevano mancare i brani dei precedenti lavori come “Ghosts Of Days Gone By”, “Isolation”, e ancora “Rise Today”, Il Masterpiece “Blackbird” che dona un esplosione di brividi e uno splendida e trasportante “Watch Over You” cantata insieme a Lzzy Hale (Halestrom), arrivando alle songs del primo album come “Metalingus” che scatena inevitabilmente un pogo di massa incredibile, “Broken Wings” e “Open Your Eyes” che probabilmente sono riuscite a far scivolare giù più di qualche lacrima tra la folla ormai in estasi, che risponde allo show con ripetuti cori ma soprattutto con una coreografia inaspettata che emerge dallo sfondo, ovvero una bandiera italiana creata con cartellini, che formano le lettere A-B con al centro un cuore, a cui Myles risponde in modo evidentemente sorpreso e quasi commosso:
“This is very nice, thank you guys”

Un concerto che si è rivelato uno stimolo di lacrime e brividi, causati da una band, che probabilmente è a mio avviso la colonna portante della scena rock attuale, a volte incerta.
Uno show all’insegna della sobrietà, a partire dal palco, fino all’interazione limitata all’essenziale col pubblico. Insomma, forse il concerto ideale o forse soltanto “il concerto”, quello degli alter Bridge e della loro musica, quella vera, quella di sempre.
Al termine solo un pensiero ha invaso la mia mente, cioè di come le mie aspettative e molto probabilmente quelle di tutti i presenti siano state più che superate, con 19 brani che sono riusciti non solo a cancellare in circa un ora e mezza la fatica di quasi due giorni interminabili fra viaggi, spostamenti e code di ore ed ore, ma anche di come questa band ancora una volta ha confermato di saper trasformare un concerto in un mix di passione, lacrime, brividi, facendo quello che hanno saputo e continuano a fare meglio, la musica.
Grazie ragazzi e a presto.

Domenico Maddalena

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