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Atlas Pain: Voci di guerra… con arrangiamenti epici!

Dopo l’uscita nel maggio del 2014 del demo di debutto, gli Atlas Pain, band Epic/Folk Metal di Milano, sono orgogliosi di presentare il loro primo EP ufficiale: Behind The Front Page.
Registrato e mixato nei Twilight Studio (Holy Shire, Cidodici, Ideogram) di Senago (MI) sotto la supervisione di Davide Tavecchia, con mastering affidato al Newmastering Studio (After Hours, Punkreas, Drakkar) di Maurizio Giannotti, la release contiene un intro e 5 tracce, di cui 4 inedite e una completamente ri-registrata e riarrangiata tratta dallo scorso Demo.
Le sessioni di recording si sono svolte durante il mese di Marzo 2015, mentre la release date è fissata per il 18 Maggio 2015.
I lavori di grafica sono stati affidati a Valeria Desa, che ha voluto racchiudere nell’artwork della cover l’essenza della musica stessa degli Atlas Pain.
atlas pain - CoverSi vede dunque raffigurato Atlante di spalle che sorregge il mondo, simbolo della fatica e oggetto d’incredibile maestosità, posto sul ciglio di un promontorio rivolto al mare in burrasca, con un galeone diretto verso l’orizzonte, evidenziato dalle cupe nuvole e da un cielo in tempesta.

Behind The Front Page si apre con BONFIRES NIGHT, un intro evocativo, caratterizzato da una voce pronta ad accogliere l’ascoltatore nel viaggio che si presta a compiere.
Vengono dunque anticipate storie mitologiche, racconti d’avventura e leggende del passato appartenenti a culture e a terre molto diverse fra loro.
Concluso l’intro ecco l’inizio di EACH UISGE, brano dai ritmi serrati e dalle chitarre taglienti, con ritornelli epici e melodici enfatizzati anche dalla presenza dei numerosi strumenti acustici.
Il testo narra dell’Each Uisge, creatura mitologica irlandese. Dall’aspetto di un cavallo marino, questo animale attira gli stranieri con la sua imponente ed ammaliante presenza per trascinarli nelle acque, affogarli e divorarli.
Dalle verdi foreste irlandesi si passa alle cupe colline del Galles. IRONFORGED narra le storie del Mabinogion, continuando così con i racconti trattati nella passata Demo della band. Questa traccia vuole mettere in contrasto la debolezza e l’incertezza di Pwyll, principe gallese, con la forza necessaria per sconfiggere Hafgan, da sempre nemico del dio Arawn, per salvare l’Annwn dalla devastazione.
La quarta traccia ci porta in regioni più calde ed esotiche, con l’idea di narrare storie sconosciute provenienti dall’Havensight e dalle isole caraibiche. THE STORM racconta quindi di pirati, battaglie navali, tradimenti e tesori, ricreando l’atmosfera vissuta all’epoca in una terra priva di legge. The Storm è un brano ballabile ed estremamente allegro, che unisce la cattiveria del pagan metal con strumenti folkloristici tipici del Centro America.
Si giunge quindi all’unico brano presente anche nella passata Demo: ONCE UPON A TIME. L’idea di ri-registrarlo completamente nasce dal fatto di voler dare un’enfasi maggiore alla composizione, con una qualità audio nettamente superiore alla versione precedente e orchestrazioni più elaborate.
Viene raccontata la storia di un menestrello irlandese che, terrorizzato nel non riuscir più a trovare nuove fiabe da narrare al suo re, incontra un potente mago che tramite inquietanti visioni e potenti incantesimi riesce a portare il cantastorie sulla retta via.
Si giunge così all’ultima traccia di Behind The Front Page, IN ECLIPSE. Introdotto dal suono di una tempesta, il brano descrive la paura che si può provare la notte prima di una battaglia. Siamo sempre stati abituati a descrizioni eroiche ed epiche: guerrieri senza paura che affrontano la morte quotidianamente.
Gli Atlas Pain hanno voluto quindi svelare la faccia opposta della medaglia, facendo intendere all’ascoltatore che la realtà è ben diversa e che le battaglie vengono sempre precedute da momenti di paura e solitudine.
Così come l’inizio del brano, In Eclipse ci lascia in balia delle onde e della tempesta.

Dal punto di vista musicale, con questo album, ci troviamo di fronte ad una serie (seppur breve) di brani dove i nostri miscelano, con una certa abilità, maestosi arrangiamenti epici, velocità e virtuosismi, voci rocciose in pieno stile death-metal, aperture melodiche e acustiche, cori potenti.
Dopo quanto apprezzato nel demo che ha preceduto questo EP, non potevamo aspettarci che questo ottimo risultato dagli Atlas Pain, che ci hanno confermato le loro capacità tecniche e compositive.

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