Breve classifica degli “infami” che normalmente si incontrano ai concerti… e che puntualmente te li rovinano.

 

pogo10) L’intelligentone che fa partire il pogo

Pogo, stile di “danza” punk e heavy metal che consiste nello spingersi reciprocamente buttandosi l’uno contro l’altro in segno di esaltazione musicale. (Wikipedia)
Matematici e fisici hanno dedicato la loro intera carriera accademica attorno a una domanda: “Perché l’intelligentone che fa partire il pogo si piazza sempre a 45 centimetri da te ad un concerto?”
Ancora non esiste risposta.
E lui, con la faccia stronza dell’insospettabile, continua a esistere.
E a rovinare i concerti.

 

padre9) Il padre che amorevole

«Shhhh che dorme.»
E mi sembra logico che il fricchettone di turno non voglia omologarsi e voglia far respirare emozioni forti al suo pargolo o alla sua principessa fin da subito. I problemi sono:
1) al bambino non gliene frega un cazzo del concerto. E questo è un dato appurato. Nemmeno Paul McCartney a 3 anni si sarebbe preso bene ad andare ad un concerto.
2) Il bambino ha il sonno e la noia facili, ragione per cui nel giro di massimo quattordici minuti dalla prima canzone, in mezzo alle luci strobo e al frastuono cattivo della musica, lui scatterà in una serie di sbadigli che culmineranno nell’addormentarsi.

 

iccs factor8) Chòò l’iccs factor

Tutte le sante parole di tutte le sante canzoni.
Nel tuo orecchio. In dolby surround.
Tanto che a metà concerto frughi  nelle tasche con frenesia per cercare il biglietto, metti la torcia al cellulare e controlli cosa cazzo c’era scritto quando hai comprato su ticketone.
No perchè forse c’era il suo nome e non te n’eri accorto.

 

video7) I Videomaniaci

Mi piace l’idea dell’IO C’ERO. Mi piace perché basterebbe una foto. “Raga guardate qui. Ehhh unica data italiana dei Radiohead e io c’ero”. Bastardo! Lo invidi anche un po’.
Poi però ci sono quelli che esagerano. E fanno mille foto. Oppure i video.
Li vedi che sono lì pronti a scattare, impazienti già a tre minuti dall’inizio del concerto che aspettano e non stanno nella pelle. Hanno comprato il biglietto solo per quello. Non vedono l’ora di riprendere. Il primo che alza al cielo il telefonino da il via a un effetto domino che produrrà  una serie ininterrotta di video che !!!! ok sto per dire una grande verità, NESSUNO (E CON NESSUNO INTENDO NES – SU – NO) guarderà – o riguarderà –  MAI!!!! Categoria  di appartenenza: “I video più inutili del mondo”, svolgimento: Video sgranati, in cui il massimo che si vede sono le luci del palco che lasciano un scia o il telefonino di quello davanti a te. Ah e non si sente nulla. Rimpiango i 3330.

 

svengo6) La svenevole

Immancabile con dei distinguo.
Se è figa il concerto si ferma e parte la gara di solidarietà a chi la soccorre.
Gente che tira fuori dalla giacca un defibrillatore e grida “Libera” o che parte con respirazioni bocca a bocca e palpate di tette annesse.
Se è cessa nasce il biasimo generale e la poveretta verrà calpestata e additata senza ritegno al grido di “Merda stattene a casa la prossima volta”.

 

aiuto da casa5) L’aiuto da casa

In costante dialogo con il cantante.
Lui o lei non chiede. Pretende.
A ogni stacco fra una canzone e l’altra grida, a 50 metri dal palco.
“Faiiiiiii questa”, “faiiiii quella”.
La prima cosa che dirà alla fine del concerto sarà: “si però non ha fatto la mia preferita”.
E grazie a Dio.

 

critico4) Il Critico

Ieri sera concerto della vita. Eravamo in sei.
Conosce tutto, e descrive anche i suoni delle lattine e gli influssi caraibici che ci sono nel ritornello che ti piace tanto dei Coldplay. La sua missione è diegetica, spiegare, narrare, descrivere. Non si gode il concerto; sfida la band, o il cantante all’antico gioco del “chi ce l’ha più lungo”. È fra i peggiori compagni che ti possano capitare, non tanto per la boria e la spocchia con le quali “cavalca” l’evento quanto per la sua costante tensione rispetto al senso del DOVERE.  Vive la legge Morale del critico, l’ansia da prestazione del dover dimostrare, sempre e comunque, che lui la sa lunga, che qui non ci si diverte, che…
Oh insomma andate a leggervi la classifica dell’Indie Snob.

 

sigaretta3) Quello della sigaretta

Nella sua foga dimentica tutto, come Emma Marrone, e si innalza a mo’ di libellula al di sopra delle leggi della fisica, scatenandosi a priori, qualsiasi cosa succeda. In perenne stato di eccitazione è una stella che brilla, sfasando rispetto a tutto ciò che fa.
La tua cordialità vacilla quando a torso nudo, in un bagno di sudore, il nostro o la nostra continua il suo show, che ormai è anche il tuo show, e nel pieno dell’entusiasmo, sulla SUA canzone, ti brucia con la sigaretta. L’avessi voluto avresti chiamato una mistress e ti saresti fatto colare anche un po’ di cera bollente sul petto. Ma non lo volevi. Avevi comprato il biglietto per sentire il concerto? Bene, avevi fatto male.
Lui se ne frega. E tu che fai la faccia truce passi pure il/la bacchettona. Eh cazzo  siamo a un concerto,  è normale che qualcuno  che si agita come una donna a cui si sono rotte le acque  nei suoi 3 cm quadrati di spazio ti bruci con la sigaretta .

 

alto2) Il più alto del concerto

Un incrocio fra un grattacielo, e un obelisco, con l’altezza di Yao Ming e la stazza dei fratelli Bergamasco, è anche l’uomo più educato del mondo (che ti dispiace pure dirgli/le spostati). Passava di lì per caso e ha detto “Cià, che vado a vedermi il concerto sfoggiando la mia nuova pettinatura da Telespalla Bob e per godermi meglio il Live mi metto proprio davanti a quello là, che ha la faccia di chi è al concerto che non vedeva l’ora da una vita di esserci e che poi sicuramente scriverà una classifica e mi darà il primo posto fra le persone più odiose della serata”.
Tiè. ,|,,
Ti ho fregato. Ti ho messo secondo.

 

spinge1) Quello che spinge… per uscire!

Ah. Era lo stesso che spingeva per entrare.

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