Gli Atroci: Onore al Metallo! ma senza prendersi troppo sul serio

Gli Atroci sono una band heavy metal demenziale di Bologna attiva dal 1995, composta da sei musicisti identificati tramite dei curiosi e bizzarri pseudonimi:

Il profeta: voce e controllo delle masse

Il boia malefico: cori, coreografie e asce insanguinate

Il nano Merlino: cori, coreografie e riti voo-doo

La bestia assatanata: chitarra e seghe elettriche

Il lurido cavernicolo: batteria e clave nodose

Il vichingo maledetto: basso e corna spuntate

Le loro canzoni ironizzano sul mondo dell’heavy metal, esasperando i clichè di questo genere, sia attraverso i testi, che nei loro atteggiamenti sul palco. Lo stesso look dei musicisti è ispirato al make up utilizzato dai musicisti black metal, mentre i loro nomi sono un riferimento al mondo del fantasy e del Medioevo, che spesso sono fonte di ispirazione per alcuni sottogeneri del metal.

Gli Atroci non sono mai nati, sono sempre esistiti

Del gruppo esiste solo una biografia inventata, creata dal gruppo per accentuare la sua immagine. Gli Atroci raccontano di loro stessi, nella loro “biografia ufficiale”, di non essere mai nati ed essere sempre esistiti. Abitavano nella Quinta Dimensione, fatta di puro Metallo, senza conoscersi ma godendo del loro stato di immortali.

La storia del gruppo iniziò quando

…il Professor Tetro, durante la riparazione di uno “scaldabagno ad altissima tecnologia”, venne proiettato per errore sulla Terra. Quivi giunto, scoprì con orrore che il Metallo non era l’unico genere musicale esistente, attorniato com’era da altri generi: techno, country, liscio, dance, cantautori, rap, ecc. Sconvolto da ciò il Professor Tetro decise di far ritorno nella natia Quinta Dimensione e di radunare un manipolo di eroi per ristabilire la supremazia del Metallo sul pianeta Terra.
Questo gruppo di sette prodi giurò fedeltà eterna al Metallo ed affrontò numerose prove,  fra le quali il temibile Festival di San Remo. Il gruppo affrontò numerose vicissitudini, come lo scontro con la Breakdance e la New Age. In particolare lo scontro con la New Age costò al gruppo uno dei suoi membri, il Feroce Macellaio, vilmente aggredito in un Buddha Bar. Questi si riunì al gruppo per i combattimenti dell’estate successiva, ma soccombette al Festivalbar. I suoi cloni aiutarono comunque il gruppo nelle lotte contro le Orchestre Liscio. Pochi mesi dopo il Lurido Cavernicolo giunse a completare le file del gruppo, che oramai compatto si dedicò alla promozione del Metallo.

Il Professor Tetro, col “la serenità dei puri d’animo”, decise quindi conclusa la sua missione e lascio il gruppo oramai forte per tornare nella Quinta dimensione a riparare scaldabagni.

Sebbene i loro brani non possano essere considerati delle cover vere e proprie, in quasi tutte le canzoni sono evidenti delle palesi citazioni relative a brani più o meno storici del rock/metal. Ad esempio L’armata del metallo ricalca molto fedelmente Battle Hymn dei Manowar, mentre il ritornello de I tuoi amici Atroci è melodicamente identico a Eagle Fly Free degli Helloween. Addirittura il brano Nemico dell’igiene riesce a unire diversi riff e melodie degli AC/DC mixati uno sull’altro. In alcuni casi può capitare che le citazioni non riguardino un particolare brano, ma venga fatto riferimento allo stile di certa band, ad esempio nel brano Pennellen, ispirato alle musiche dei Rammstein  o Il drago infuocato nel bosco incantato parodia dei Rapsody on Fire. Vi è spazio anche per citazioni esterne al mondo del rock, come il country Sette Uomini e addirittura la musica di Fabrizio De Andrè, con Vedi gli Atroci e poi muori. Inoltre, sparse nei vari dischi, sono numerose le citazioni riguardanti la musica melodica italiana.

L’unica cover pubblicata dal gruppo, curiosamente, riguarda un gruppo decisamente lontano dal mondo dell’heavy metal: si tratta, infatti, di Lasciala stare degli 883, il cui testo è rimasto invariato rispetto all’originale. La canzone parla di un padre che, pur di difendere la figlia da un suo pretendente, minaccia di mutilargli le gambe, utilizzando addirittura una Uzi o bottiglie molotov.

Nei testi e negli intermezzi tra le varie canzoni, sono presenti alcuni elementi ricorrenti basati sugli stereotipi che ruotano attorno alla figura dei metallari:

  • la costante auto-celebrazione verso il mondo del metal e la speranza che tale genere possa soppiantare tutti gli altri generi musicali;
  • il continuo disprezzo (contornato da insulti e il desiderio di fare piazza pulita) verso i truzzi e i poser;
  • la scarsa igiene, unita a una poca cura per il proprio aspetto e vestiario;
  • il ricorso a un immaginario visivo basato sul mondo dell’Horror, oppure su quello del fantasy;
  • l’uso di segni distintivi (giubbotti di pelle, magliette di gruppi musicali, anfibi, borchie) che permettono al metallaro di essere distinto dal resto della massa; anche la scarsa igiene e il look trasandato vengono trattati dalla band come un segno di riconoscimento che il metallaro deve mostrare con fierezza;
  • l’odio verso chi porta i capelli corti (da notare che Il Profeta, nella realtà, è completamente pelato)
  • l’idea che il metallaro sia uno sfigato, disprezzato dalle donne e isolato dal resto dei suoi coetanei, e che quindi trova rifugio in mezzo ad altri metallari.

Durante i concerti questi atteggiamenti vengono esasperati dalla band, che si rivolge ironicamente con disprezzo verso tutti i non-metallari, ma prende in giro anche il proprio pubblico sostenendo che non hanno alcuna speranza con le donne proprio per via della musica che ascoltano. Il gruppo, durante lo show consegna alle donne presenti in sala dei buoni per una trombata gratis da consumarsi dopo il concerto.

Un’altra caratteristica fondamentale dei loro show, sono le buffe coreografie eseguite dai due coristi (spesso supportati dal Profeta), che talvolta si aiutano utilizzando oggetti come spade di legno, pistole ad acqua o palette per raccogliere la polvere. A sua volta, il Profeta, durante lo svolgimento del concerto, si spoglia progressivamente, fino a terminare lo show indossando solamente gli stivali e delle mutande di pelle.

Il 15 Luglio 2011 scompare Oscar Bandiera, che con lo pseudonimo de l’Orrendo Maniscalco ha suonato il basso con la band fin dagli esordi, e la band “giustifica” la sua scomparsa con un aggiunta nella loro curiosa biografia:

…La sfida contro le forze del Male non lasciò tuttavia tregua aGli Atroci. Il nemico si organizzò in modo sempre più subdolo e fu così che accade quello che nessuno avrebbe mai voluto. All’Orrendo Maniscalco venne tesa con l’inganno una vile imboscata da una intera legione di discotecari. Si difese e combattè eroicamente al meglio delle sue forze solo contro tutti ma purtroppo dovette capitolare. Lo sgomento per la perdita di un fiero e leale amico non bloccò tuttavia Gli Atroci. Si tenne una solenne riunione nella quale si giurò per l’ennesima volta eterna vendetta verso coloro che avevano osato ciò che non avrebbero dovuto osare…

Tuttavia, nonostante il lutto, la band decide di continuare la propria attività, in memoria dell’amico scomparso. Pochi giorni dopo, infatti, sul loro sito internet compare la scritta

Gli Atroci continueranno proprio come Oscar avrebbe voluto e a breve presenteranno il nuovo arrivato dalla Quinta Dimensione.

E lo faranno assieme ad un nuovo elemento Il vichingo Maledetto, e la band lo presenta in un modo bizzarro:

 …Il Metallo, che tutto vede e tutto guida, inviò miracolosamente nella quinta dimensione un nuovo araldo della fede chiamato Il Vichingo Maledetto per completare ciò che il Maniscalco avrebbe senz’altro completato. La storia fin qui narrata è giunta ai giorni nostri. La guerra non è ancora vinta. Mille nuove imprese attendono Gli Atroci!!!

l loro Tour continua ancora a toccare i più fortunati locali del Nord Italia. Senza mai dimenticare la battaglia in nome dei caduti e dei “10 Metallamenti“.

Per maggiori informazioni visitate il loro sito internet o la loro pagina facebook.

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