“Ru Fus”: album d’esordio di Emiliano Valente (ex Zen Circus)

Ru Fus, è il progetto solista di Emiliano Valente, ex componente di Zen Circus, The Bugz, Reverberati.

Nel 2014, dopo ventanni passati a suonare in diverse band (Alchol Flow, Zen Circus, The Bugz, Rodeo Activity, Uncle Jesse, I cervelli della Nasa, Reverberati), comincia a prendere corpo la voglia di incidere il primo disco solista a nome Ru Fus dove esprimere senza mediazioni la musica che più lo rappresenta, il tutto aiutato da musicisti amici che ne condividono lo spirito e la passione.

Nel dicembre 2014 esce così il disco intitolato semplicemente “Ru Fus”, supportato per la distribuzione digitale da Domino Produzioni di Daniele Babbini.

COPERTINA_RU-FUS_EMILIANO_VALENTE.JPGL’album è composto di 11 tracce ed è stato registrato a Pisa.

Fader up & Down: grande impatto per la canzone che apre questo disco. Sound tipico di una produzione americana, miscelato con sonorità periodo grunge di Seattle.
Little Clown: echi degli albori del grunge. Il cantante prova ad avvicinarsi al primo Kurt Kobain, mentre il basso di Emiliano Valente aumenta il tasso della canzone.
Radiation: Brano dall’approccio più oscuro, si sentono vaghe reminiscenze dei vecchi Soundgarden.
Joker: Inizio pesante per poi ritrovare il tipico suono alla Nirvana.
People as People: un brano che è quasi un intervallo, in mezzo a due atti musicali. Ottimo impatto radiofonico.
Outside Now: Atmosfere intrise di oscurità per questa canzone.
Dead Set: Il suono dell’album si è decisamente incupito. Dead Set è un brano che cresce piano piano.
Fragments of Asteroid: Nirvana docet!? Si percepisce chiaramente da dove la Ru Fus trae ispirazione per il proprio sound.
Like Coldest Winter: brano che si integra perfettamente agli altri.
Never Machine: canzone che può sembrare sia messa lì così, come spesso accade con i brani di chiusura di un cd, per dare una botta di improvvisa potenza ed energia.
Seasons: Ricorda parecchio gli Alice in Chains. Il brano giusto per chiudere un disco dal sapore grunge di Seattle.

ru_fus11 canzoni il cui dna arriva direttamente dalla Seattle che fu, il tutto in chiave Ru Fus che lo rende meno “vintage” e lo adegua all’alternative di oggi, anche se che risente molto dei trascorsi musicali di Emiliano, le cui influenze musicali riecheggiano prepotentemente e dove non si sentono particolari soluzioni innovative.
Un disco che purtroppo non riesce ad avere una propria identità, forse anche per via delle linee vocali che non brillano più di tanto, anzi, in alcuni momenti sembrano quasi trascinate e svogliate, e troppo influenzate dal “Seattle sound”.

 

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Daniele Vasco
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