Untergrund: Industrial Metal made in Italy

Siamo tutti come ratti quando prestiamo la nostra forza lavoro in sottosuoli di buie fabbriche di morte. Ma la mutazione è prossima. La specie si evolve.
Come menestrelli post-atomici interpretiamo semplificando.
Mutando la melodia in rumore. Il rumore che emula la nostra quotidiana esistenza.
Del caos delle città fatto di motori che si muovono. Delle fabbriche assordanti.
Delle officine. Dei cantieri. Una giungla di mostri meccanici che ci divorano.
E giorno dopo giorno ci rendono inconsapevolmente sempre più simili a loro, inglobandoci.
La carne con il metallo. Il sangue con il combustibile. Noi non siamo… Noi rappresentiamo… Noi Sopravviviamo.
Agli altri come a noi stessi. Soldati in guerra non tanto con l’uomo, quanto con i moderni mostri creati da esso.

Così si presentano i UNTERGRUND

La band nasce nell’inverno (o nell’inferno!?) 2006 dall’idea del singer GURTHU affiancato dal drummer WOLFSTEIN (provenienti dalle ceneri di rock-metal band locali).
L’idea di creare una cover band dei tedeschi Rammstein viene supportata dal guitarist NAKZERER che subentra subito dopo dando la possibilità di effettuare le prime prove.
Tramite Nakzerer nei primi mesi del 2007 entra, seppur in maniera provvisoria, DOK.M al basso (Assieme avevano già collaborato a precedenti progetti musicali in varie band locali entrambi alle chitarre).
Dopo un inizio altalenante per impegni esterni al gruppo, DOK.M, rientra nella band che intanto ha allargato la scaletta con brani non esclusivamente del combo tedesco ma anche di altre band famose nel panorama Industrial Metal, rivisitazioni di alcuni brani Elettronici ’80 ed il primo brano originale “Ich Bin Der Teufel”.
Luglio 2007 è caratterizzato dall’iniziale ingaggio di B.0.d.3 alla tastiera.
Con quest’ultimo si considera completato il gruppo che intanto abbozza la prima scaletta e nel Settembre 2007 avviene la prima uscita.
Dopo mesi immersi nelle prove il gruppo fa un’altra data (l’ultima con la formazione originale col tastierista) e, in seguito ad incomprensioni, il tastierista viene allontanato dalla band (che sarà costretta a rivisitare ulteriormente la scaletta, rielaborando le cover togliendo la tastiera).
Il 2009 però sarà caratterizzato de ulteriori sconvolgimenti: il bassista Dok. M. decide a malincuore di abbandonare il progetto musicale per prioritarie esigenze di lavoro, riducendo il gruppo a soli tre elementi.
Decisi a rimanere coesi e di proseguire l’avventura musicale, i tre decidono di prendere tempo per poter cercare un sostituto.
Dopo relativamente poco tempo entra nella line-up il bassista Jacopo, già conoscente di Gurthu e Wolfstein.
Jacopo appare entusiasta del progetto al punto di coinvolgere anche Zampi ai synth.
Dopo un breve periodo di prove alquanto esaltanti (specie nella sezione tastiere-synth) sopraggiunge purtroppo l’inaspettata notizia dell’abbandono di entrambi i nuovi arrivati, per impegni personali.
Arriviamo nel 2010 con la band definitivamente allo sfascio che decide di comune accordo dei rimanenti Gurthu, Wolfstein e Nakzerer di mettere la parola FINE al progetto industrial degli Untergrund.
Ma… Tra il 2010 e Maggio 2011, Gurthu, Wolfstein e Nakzerer insieme al nuovo bassista Diego fondano una nuova band.
Questa volta l’idea stilistica è volta ad una sorta di death’n’roll molto rockeggiante che comprende brani dei nuovi Chrome Division ma anche Motorhead, Gorefest, Satyricon, Carcass, White Zombie, Entombed e a rivisitazioni di Depeche Mode e Billy Idol.
Nascono i Belzeboys.
L’idea di realizzare un progetto industrial però non abbandonerà mai totalmente il vocalist Gurthu che nel frattempo realizzerà alcuni brani, seppur basilari, con l’ausilio del computer.
All’ascolto dei pezzi, Nakzerer, appare entusiasta e i due decidono di unirsi per realizzare parallelamente una sorta di “rinascita” del vecchio progetto.
Informato anche DoK.M. quest’ultimo appare subito interessato poiché già da qualche tempo intenzionato a riaccendere il “motore” dei vecchi Untergrund.
Le prove però tardano ad arrivare poiché nel frattempo il drummer Wolfstein, infortunatosi, accusa problemi ai polsi a causa di una tendinite.
Questione che farà slittare il decollo del progetto Untergrund nonché le normali prove dei Belzeboys.
Finalmente in data 3 Agosto 2011 avviene la prima reunion degli Untergrund con lo scopo di “sperimentare” quello che finora era stato un progetto teorico, ovvero l’introduzione delle basi elettroniche.
Le prove sembrano dare risultati confortanti e che fan ben sperare sul futuro della band.
Vengono sciolti, a malincuore, i Belzeboys.
Arriva il nuovo anno 2012 con buone prospettive e varie uscite in vista.
Nella scaletta vengono reintrodotte molte canzoni dei Rammstein e alcune cover di pezzi ’80 elettronici in chiave metal.
L’ anno 2013 si apre con l’intento di stoppare per un periodo le uscite live per potersi concentrare nella preparazione di nuovi pezzi originali.
La vecchia e prima canzone “Ich Bin Der Teufel” viene rifornita dei nuovi suoni elettronici, seguita da altre 8 canzoni inedite.
Il sound del progetto inizia ad incorporare anche leggere sfumature delle influenze musicali dei componenti (Dance, Death Metal, Black Metal, Thrash Metal e Dark) senza snaturare troppo il nucleo del progetto Industrial Metal.

Quasi a metà 2014 incidono il primo singolo “Ich Bin Der Teufel” in attesa di finire l’EP in uscita a fine anno.

10393984_725267704232781_1935936924040749193_nL’EP viene pubblicato con un titolo semplice ed immediato: “UNTERGRUND KOMMANDO”.

Composto di 7 tracce, l’opener del disco è affidata al brano “The Zom-Bot”. La traccia, caratterizzata da effetti elettronici e voci che sembrano uscite da un film horror/fantascientifico, funge solamente da introduzione per la seconda traccia (che potremmo ritenere l’apertura esatta del disco) “Zombie Industries”. Un brano circondato da atmosfere oscure e opprimenti. Le ritmiche sono martellanti e le parti di chitarra ed elettroniche, danno a tutto l’insieme un’aura sulfurea e “infernale”. Un brano che non sfigurerebbe nella colonna sonora di un survival-horror. La voce appare però un po’ troppo effettata.
La terza traccia del disco è rappresentata dal brano “Dunkel Sektor”. Un brano dalle caratteristiche (eccessivamente) dance e metal. Interessante il mix di voce in stile industrial-metal in contrasto con linee vocali tipicamente death-metal. La scelta di un sottofondo vicino alla musica dance non ha fatto un gran favore al risultato globale del pezzo.
La title-track dell’EP “Untergrund Kommando” (quarta traccia), presenta lo stesso connubio di dance; elettronica ed industrial-metal.
Sulle sonorità più metal, pesanti e meno electro-dance (quindi torniamo ai suoni della seconda traccia) per quello che è stato il primo brano della band: “Ich Bin Der Teufel”. Brano però che risulta troppo somigliante ad alcuni pezzi dei Rammstein, compresa la scelta di cantare in lingua tedesca.
A chiusura del disco troviamo due remix: il primo è per il brano “Dunkel Sektor”, un remix che non aggiunge (o toglie) niente alla versione originale, anzi, la rende fastidiosa quanto la musica dei Luna-Park all’ascolto. Il secondo remix porta il titolo “I.B.D.T.” ed è un remix di “Ich Bin Der Teufel”, il cui unico risultato è quello di ROVINARE TOTALMENTE un brano che non partiva sotto una buona stella.

TRACKLIST:
01. The Zom-Bot (Intro)
02. Zombie Industries
03. Dunkel Sektor
04. Untergrund Kommando
05. Ich Bin Der Teufel (Remastered)
06. Dunkel Sektor (Malavolent Remix)
07. I.B.D.T. (Malavolent Remix)

LINE-UP:
Gurthu – Vocals & Programming
Nakzerer – Guitar & Distortions
Dok. M. – Bass & Computers
Wolfstein – Drums & Jackhammer

WEB:
Facebook: https://www.facebook.com/untergrundkommando
Soundcloud: https://soundcloud.com/untergrund-kommando
Reverbnation (2 Songs Downloadable for FREE): http://www.reverbnation.com/untergrund
Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCJzLgyEpbfh0wcqswYuOa6w

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