White Socks: Grunge nudo e crudo… e “calzini bianchi per piedi sporchi”

In una scena underground vasta come quella di Cosenza e dintorni, tutta basata sull’essere indie, minimal, ma superfighi-inside, festini di tendenza, lustrini e paillettes, non poteva proprio mancare una band di “brutti sporchi e cattivi” come i White Socks.
Ragazzi che mettono rabbia, cuore fegato e polmoni a servizio di una macelleria sonica di livello.
C’è Seattle nella mente e nei suoni e c’è un rock crudo, duro, viscerale e istintivo.
C’è lo spettro del grunge e la volontà di ravvivare quello che è stato il sound più vero degli ultimi 25 anni.
La voglia di suonare, di festeggiare brindando alla vita e alla birra li incatena alla sala prove per lungo tempo.

La band nasce nel 2012 con l’intento di suonare del rock duro, viscerale e istintivo.
L’autostrada su cui viaggia la band è una linea di congiunzione con il sudore e la rabbia del grunge e il rock anni novanta.
Dopo un intenso anno di sala prove, registrazioni (e birre) la band partecipa al TNT music contest vincendolo, fino ad arrivare a condividere il palco con i Rezophonic di Mario Riso.
La scorsa estate pubblicano il primo singolo, “Shitty Bunch”.
Un ritmo serrato e incalzante fa da tappeto a chitarre puramente rock ‘n’ roll il sottofondo perfetto per esprimere il pensiero della band sulla società, crudo. Il brano è una critica ironica al cittadino moderno/modello che si lamenta di qualsiasi cosa che riguarda la società in cui vive ma con questo non fa altro che aumentare il terrore diffuso dal sistema, proprio perché non sempre sceglie la problematica di cui lamentarsi.
A settembre 2013 pubblicano il videoclip di “Shitty Bunch” e nello stesso mese Emilio Leonetti prende il posto di Vincenzo Messina alla batteria.

Il 2014 è anno di svolta per la band che pubblica altri tre singoli, “Out of the Light”, “Pastime Paradise” (tributo a Stevie Wonder) e “Doghouse”, riscuotendo un certo successo di pubblico e assurgendo a ruolo di band cardine specialmente da un punto di vista live, vista la grinta e il forte impatto che il gruppo riesce a ottenere durante i live-act, cosa che consenteal gruppo anche di suonare sul RedBull Tour Bus con i Lacuna Coil e di aprire il concerto agli Uzeda per il Festival Turn Over.
In ottobre la band che è attualmente impegnata in sala di registrazione programma l’uscita del suo primo EP.

white_socksFor Dirty Feet è il primo EP dei WS, è perdere il candore nella distorsione, nella rabbia e nell’indolenza, come cita appunto il titolo “calzini bianchi per piedi sporchi”.
Composto da 7 brani di puro rock senza fronzoli dove i riff e le melodie fanno da padrone.
Ideologicamente la produzione appartiene alla dimensione grunge degli anni 90, trattandosi di un lavoro autoprodotto dove si cerca di riportare su disco il sudore del palco e il carattere aggressivo della band.

L’intenzione della band, tuttavia, è quella di riproporre questa attitudine attraverso un sound meno spigoloso, a favore di melodie più orecchiabili e hard-rock.
Direzione coerente con le esperienze diverse dei singoli componenti e con la scelta di non seguire una particolare scena underground.
Il carattere della band si riflette nettamente sui testi, un misto di invettive e frustrazione verso una società malandata vista dagli occhi di un aspirante suicida, una cerimonia dell’autocommiserazione che contrasta in modo netto e sfocia in un sentimento di rabbia.
Il protagonista è quasi una fenice che rinasce dal proprio odio verso la vita e il mondo attuale, e lo fa con intento di purificazione attraverso l’abbandono definitivo della luce.

Un disco che, come è già stato detto, ripercorre i fasti del movimento Grunge anni ’90, con i suoi episodi di rabbia (“Everyone I Hate”) e sonorità “pesanti” (“Inside”).
Avventurandosi attraverso gli 8 brani di cui il disco è composto, ci troviamo davanti ad un paesaggio musicale variegato, fatto di ritmiche serrate (“Shitty Bunch”; “Dressing Nippless”), riff taglienti (“Dog House”) e linee vocali potenti, ma anche momenti più interiori, con sonorità a volte leggermente cadenzate (“Last Burning Sun”; “Pastime Paradise”) e a volte più melodiche (“Out Of The Light”).

Tracklist:
01.Shitty Bunch
02.Dog House
03.Inside
04.Out Of The Light
05.Dressing Nipples
06.Everyone I Hate
07.Last Burning Sun
08.Pasttime Paradise

Line-up:
Voce: Tony Leaf
Chitarre: Danilo Gentili, Mattia De Luca
Basso: Fabio Abate
Batteria: Emilio Leonetti

 

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Daniele Vasco
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