Machine Head in difesa di chi usa “amplificatori finti”

Da qualche tempo circola online una foto dal vivo dei Black Veil Brides che ritrae il backline del gruppo sul palco, immortalato da dietro. È chiaro come alcuni muri di casse siano finti, ossia semplici scatole piazzate per fare scena e creare il famoso effetto visivo da un milione di watt… oggetti scenici, parti di una coreografia e uno spettacolo. Il tutto, però, da subito ha creato diverse polemiche, con persone che accusavano il gruppo di tradire la fiducia dei fan e il rock.

Ora una radio texana (KLAQ 95.5 FM) nel proprio sito web ha pubblicato anche alcune foto del backline dei californiani Machine Head, in cui si vede come una parte delle grandi casse di amplificazione a forma romboidale che fanno parte del loro live show in realtà siano – almeno in parte – finte (o comunque come si dice in gergo “dummy”, cioè “manichini” – da figura, non utilizzate). L’intento sarebbe quello di “smascherare” il gruppo… che però, senza troppo scomporsi ha immediatamente risposto a tono.

Grandi”, hanno commentato i Machine Head. “Sembra assurdo che la stazione radio di El Paso, Texas, 95.5 FM KLAQ possa decidere di sprecare energie per postare questa roba nel proprio sito; pensiamo che – dopo il polverone sollevato per i Black Veil Bride che avrebbero avuto degli amplificatori finti durante il Warped Tour – qualche donatore di cervello nella stazione radio abbia deciso di fare lo scoop del secolo e smascherare i Machine Head che hanno gli ampli finti! Una pratica che si protrae da più di 40 anni ed è stata usatissima nel rock’n’roll fin dai tempi di Van Halen ed AC/DC”.

Poi proseguono: “Per la cronaca, i Machine Head supportano qualunque gruppo che usi ampli finti per dare ai propri fan uno spettacolo migliore e più memorabile. Come fanno i Black Veil Brides […]”. 

Infine la spiegazione tecnica delle foto apparse: “I Machine Head possiedono due set di casse a forma di diamante come il nostro logo; usiamo solo due casse delle quattro che compongono ogni set, dal vivo, quelle che nella foto hanno la scritta ‘live’. Quelle sono vere casse accese e funzionanti, collegate – come si vede dalle foto – che producono suono, hanno coni e prendono il segnale da una vera testata e hanno dei microfoni piazzati davanti, che raccolgono il suono distruttivo delle nostre chitarre e lo restituiscono al pubblico tramite l’impianto di uscita. Quelle che per qualche motivo i tecnici hanno contrassegnato con le scritte fluorescenti ‘dummy’ sono vere anche loro, coi coni e tutto, ma non sono collegate… quindi chi se ne frega, sono tutte vere!”. La stoccata finale, poi, ricorda altri grandi del metal che si avvalgono di simili trovate sceniche: “Quando gli Slayer hanno suonato al Mayhem l’anno scorso e avevano due croci rovesciate giganti fatte di casse Marshall che poi sono state date alle fiamme… indovina? Non erano collegate! Quando Rob Halford dei Judas Priest passa con la sua Harley attraverso un muro di Marshall… indovina? Sono finti! […] Cosa ne diresti di fare le pulci alla gente per cose davvero importanti, invece di sparlare di gruppi che vogliono solo aiutare il loro pubblico a evadere dalla routine per un po’?”.  

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Classe 1980, da sempre amante della buona Musica, musicalmente è cresciuto ascoltando il Rock italiano prima (galeotti furono i Litfiba) e il Dark/Gothic Metal dopo, per finire all'Indie e al Rock classico. Animo ribelle e Rock, si “droga” di Musica e non rifiuta mai una birra. È possibile contattarlo a questo indirizzo email: nino@we-rock.info