7.5
Giudizio Complessivo "Buono"

La band si forma nel 2008 dall’idea di Angrist e A.D.O. e in quel periodo iniziano a lavorare ai primi pezzi che daranno vita alla prima Demo del neonato duo: “Fiumi di Sangue” (auto-prodotta e mai distribuita), la Demo, in mancanza di un batterista, viene registrata con l’ausilio della drum machine, . L’anno seguente entra come membro stabile Fossaryu, che sarà negli anni avvenire lo storico batterista del gruppo.

Con questa formazione vengono accantonati tutti i brani precedenti e si procede alla lavorazione di “In The Name Of Winter” che verrà registrato e auto-prodotto in tiratura limitata nel 2009 contenente in totale sette tracce. Nel 2010 in contemporanea alle prime apparizioni in live, viene registrato il secondo lavoro del trio “Journey Through The Oblivion” contenente quattordici tracce fra cui quattro del precedente disco ri-registrate. Nel 2011 arriva il primo disco registrato in studio Dominators Of The Black Lands” contenente dieci brani di cui quattro ripresi dai precedenti lavori. L’anno successivo, a causa di problemi personali A.D.O. si allontana dalla band pur rimanendo in costante contatto con essa. Verrà rimpiazzato provvisoriamente nel 2013 da Notung. In seguito, per perseguire i propri progetti paralleli gli Angrenost si prenderanno una lunga pausa, senza possibilità di ritorno nell’immediato futuro.  Nel 2016 Alnash entra come chitarrista stabile nel gruppo, ma non essendoci un batterista definitivo il gruppo tarda a riprendere fino al mese di ottobre del 2017 dove con l’ingresso di Bughul come batterista permanente la band torna in attività.

Con questa nuova line-up, il trio registra e pubblica il suo nuovo lavoro dal titolo “Toward Black Horizons“. Il nuovo album del trio si compone di cinque tracce che riprendono il percorso di gruppi come Enthroned, Immortal, Lord Belial e DarkThrone e ce lo restituiscono con un’ottica più personale. Cinque tracce collegate tra di loro che danno corpo e forma ad un concept strumentale preciso dove il muro sonoro che si sprigiona è di robuste dimensioni sia nei frangenti dove riffs e ritmiche sono più veloci (“Rise From The Pagan Forest” e “Blaze Of Eternal Sorrow“) sia in frangenti più articolati giocati su rapide sferzate tra velocità e distorsioni e passaggi in mid-tempo più definiti (“Forlorn“) per poi riprendere il percorso iniziale con la title-track del disco fino a concludersi con “Fall Of Burning Angels” dove l’intera somma del sound di questo album si fonde in un solo brano.

Quello che abbiamo infine è un album godibile con tracce concise che non si dilungano eccessivamente e inutilmente che ci regala un’ottima prova di questa nuova promettente realtà nel campo del Metal Estremo, una proposta che riesce ad essere personale nonostante i dichiarati nomi di riferimento.

TRACKLIST:

  1. Rise From The Pagan Forest
  2. Blaze Of Eternal Sorrow
  3. Forlorn
  4. Toward Black Horizons
  5. Fall Of Burning Angels

LINE-UP:

Angrist – Bass / Vocals
Alnash – Guitar
Bughul – Drum

WEB:

Facebook

YouTube

Commenti

Commenti