La nuova storia che stiamo per racconatrvi ha per protagonisti due ragazzi di Tulsa, Oklahoma, Stati Uniti d’America. La loro storia è la storia dei Volition e affonda le sue radici all’inizio del 2013. A dare il via a questo racconto è il batterista Malice von Creitz che in quell’anno aveva da poco rilasciato il disco di debutto della sua band, i Tormentstorm, intitolato “Into the Ominous Door” e licenziato dalla No Sleep Til’ Megiddo Records. Lavoro che diverrà un piccolo album di culto poco dopo. Nello stesso anno, Malice, conosce attraverso il suo bassista Dakota WestChris Potter. I due iniziano subito a suonare insieme e in breve tempo danno vita alla forma embrionale del loro primo progetto insieme, temporaneamente chiamato Evil Sacrifice che entro poche settimane verrà cambiato in Volition, il quale sarà il nome definitivo del neonato gruppo. Band con molteplici influenze che vanno dai Motörhead ai primi Slayer, passando per Voivod, Toxic Holocaust e Exodus. Un mix di Thrash, Death e Punk che attinge dalla old-school e la riporta ai giorni nostri. I primi periodi di vita della band, come da tradizione non scritta, vedono diversi avvicendamenti all’interno della formazione finché i due membri fondatori non giungono alla decisione di mantenere una line-up a due rivelandosi l’unica veramente stabile per il proseguo del progetto. Il primo lavoro discografico del duo,l’EP Vengeful Satisfaction“, vede la luce nell’autunno del 2015 e viene rilasciato ufficialmente a Gennaio 2016 ottenendo buone critiche e aumentando i followers della band. Nel Marzo del 2017, la band si sposta dalla natia Tulsa verso Rogers, Arkansas per registrare il suo primo full-length dal titolo “Visions of the Onslaught“, registrato presso i Big Adventures Studios. Il debutto discografico dei Volition viene inizialmente pubblicato solo in formato digitale il 31 Ottobre del 2017, solo dopo la stipula del contratto con la label americana Brutal Records il disco viene nuovamente pubblicato in formato fisico aumentando la fanbase del gruppo e alimentando ulteriormente le già buone critiche ricevute.

A dare il via all’album troviamo “Morbid Devastation“, traccia completamente strumentale già totalmente pervasa del mix di Thrash e Death che sta alla base del sound del duo statunitense. Una commistione tra riffs agguerriti e patterns di batteria che passano senza creare stacchi o vuoti dal rapido allo scandito. L’assenza del bassista non costituisce nessun problema ai fini della completezza del suono che risulta pieno e definito. A rappresentare la prima vera bordata in termini di suoni e parole è la successiva “Theories Of Punishment“, traccia che basa la sua forza su un andamento che parte dal serrato e mano a mano si sposta verso ritmi più scanditi e vocals che pur rimanendo in growl seguono l’andamento della batteria doppiandone l’incedere per poi riportarsi sulla velocità pura e semplice anche se mai troppo eccessiva. “Enforce With Violence“, terza delle nove tracce previste. Come recita il titolo, questa canzone alza di diversi punti il livello di aggressività del duo senza però tralasciare le soluzioni usate nelle due tracce precedenti, ma cambiandone la veste creando una canzone con la sua personalità che non appare come una continuazione di quanto già sentito così come avviene per “Injection Vendetta“, brano successivo dove la scelta di miscelare Death e Thrash all’interno dell’impronta sonora dell’album si rivela sempre più come una scelta ottima e non lasciata al caso durante il processo compositivo. A rappresentare uno stacco dal Death, fatta eccezione per le linee vocali in favore di un approccio più votato al Thrash scegliendo inoltre soluzioni che rallentano rimi e velocità optando per un sound più scandito e definito, ma non certo meno energico. Terminato il giro di boa, il duo riprende il percorso iniziale con “Vengeful Satisfaction” per poi affondare al massimo il piede sul pedale dell’acceleratore; il risultato è “Justified Mortality“. Il disco giunge poi a conclusione con il duo formato da “Crypt Of Flesh“, somma di tutte le soluzioni che hanno attraversato questo debutto e l’omonima “Volition” dove veniamo colti di sorpresa da un’intro di basso subito offuscata dall’ingresso di chitarra e batteria che rapidamente ristabiliscono l’ordine e riprendono il comando.

Un debutto solido per questo duo che imprime senza remore la sua firma nel libro del Metallo Pesante rivelandosi una delle realtà più promettenti tra le nuove leve del Thrash / Death odierno.

TRACKLIST:

  1. Morbid Devastation
  2. Theories Of Punishment
  3. Enforce With Violence
  4. Injecton Vendetta
  5. Annihilation
  6. Vengeful Satisfaction
  7. Justified Mortality
  8. Crypts Of Flesh
  9. Volition

LINE-UP:

Chris Potter – Guitar / Vocals
Malice von Creitz – Drums

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