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H.A.T.E. – Il ritorno dei Dicks Fall

I Dicks’ Fall, band Crossover Metal dei primi anni ’90, rinascono grazie a Gabri, Caio, Pier, Igor, Tara e Dani ed in un crescendo di distorsioni, provocano non poche crepe nella musica e nei muri della loro tranquilla cittadina di provincia, riproponendo pezzi storici come “Fuckin’ Mountain (FtheM)” ancora oggi il più significativo tra i brani composti. Con il tempo la Montagna diventa un Vulcano e sul finire del 2013 la band entra in sala registrazione. C’è intesa ed è subito “L.O.V.E.“, il primo album, un mix di pezzi storici e pezzi nuovi. Sonorità anni ’90 che porta dentro di se il mito dei Pantera e degli Anthrax ma con una forte impronta personale. Tra le altre cose i Dicks’ Fall vantano numerosi live nei più famosi locali underground torinesi, il passaggio in web-radio americane e francesi e un’agguerrita campagna di Francia. Un viaggio che porta al secondo album, diretta prosecuzione dell’esordio: “H.A.T.E.“.

L’iniziale “Fire Doesn’t Come Back” mantiene la parola data dalla band riguardo al suo stile, un Crossover Metal misto a Thrash Metal, un connubio tra Metal anni ’80 e Metal anni ’90 di buona fattura anche se la predominanza di rimandi a band come i già citati Anthrax oppure i Tankard mettono in ombra il taglio moderno del brano. Impronta più netta nella seconda traccia in scaletta, “Stop Your Smartphone“, specie per ciò che riguarda la struttura musicale del brano nonostante la componente Trash faccia capolino facilmente, ma senza dominare la scena come nell’opener dell’album. La direzione del disco sembrerebbe ormai delineata e confermata ma “Stronger Than Fever“, terzo brano, sposta la lancetta verso un sound più dettagliato e orientato verso un Rock duro ma dai toni scanditi che pare volersi distaccare dalla proposta della band, tenendone in considerazione solo brevi stralci. Stesso discorso per la successiva “Money&Greed” dove la band punta ad un ulteriore rallentamento dei ritmi nella prima parte del pezzo per poi accelerare bruscamente in prossimità del finale e ad uno spostamento maggiore verso sonorità Hard&Heavy miscelate ad un guitar-working misto tra Hard Rock e Rock melodico. Un brano decisamente riuscito e con una impronta molto personale. Il disco riprende poi il percorso iniziale fino alla conclusiva “Broken Wings“, traccia etichettabile come la ballad di questo album; una traccia suggestiva che trova la sua forza nel susseguirsi di suoni acustici e suoni distorti sostenuti da effetti sonori (un temporale in questo caso specifico) che ne ampliano l’atmosfera e la rendono molto convincente e molto personale (come la precedente “Money&Greed). Un brano che puzza di terra di palude, whisky di pessima marca, paesaggi bruciati da un sole impetuoso, immagini confuse… la mente di chi ascolta può vagare nella più totale libertà durante l’ascolto di questo pezzo. Il momento più alto dell’album. A chiudere i giochi e la bonus-track “Fuckin’ Mountain (FtheM)” brano storico della band.

TRACKLIST:

  1. Fire Doesn’t Come Back
  2. Stop Your Smartphone
  3. Stronger Than Fever
  4. Money&Greed
  5. Come Back Monna Lisa
  6. Plastic Nightmare
  7. Poolichtyeic
  8. Broken Wings
  9. Fuckin’ Mountain (FtheM) [Bonus Track]

LINE-UP:

Gabri – Vocals / Guitar

Caio  – Vocals / Percussions

Igor  – Bass

Tara  – Guitar

Puips  – Drum    

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Daniele Vasco
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