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Richiamando la vita – Sotto le radici del mondo verso le stelle più luminose

Voto - 7.6

7.6

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Gli Straight To Pain nascono a Savona nel 2009, e dopo un lungo percorso sonoro arrivano al primo album, “Horizon Calls“, nel 2013, full-lenght mixato e masterizzato presso Kreative Klan Studio di Verona, caratterizzato da sonorità molto legate ad Hardcore e Metalcore. Dopo aver supportato l’album in tutta la penisola e dopo l’ingresso di un nuovo bassista, nel 2015 siglano un contratto discografico con MYO Agency e un contratto di endorsement con il brand Pure V. Sotto MYO Agency esce l’EP “Earthless“, presentato il 20 giugno 2015 al PURE FEST di Venezia, che usa le radici Metalcore come trampolino di lancio per un suono più grezzo, aggressivo, più prossimo al Groove Metal. Dopo le date di supporto, gli Straight To Pain affrontano un periodo di transizione dovuto all’uscita del chitarrista storico e all’ingresso di due nuovi membri. Con una rinnovata formazione a cinque, dall’incontro dei gusti dei membri sviluppano uno stile più moderno, che alla base Metalcore \ Hardcore aggiunge influenze Djent, Melodic Death e Progressive.

Dopo più di un anno di composizione producono presso il Blackwave Studio di Genova il loro nuovo full-lenght, “Cycles“, rilasciato il 25 ottobre di quest’anno via Hellbones Records. Un album non certo immediato né tanto meno diretto come ci si aspetterebbe dalle matrice Hardcore e Death che stanno tra le basi dell’impronta sonora della band, il tutto viene reso ancor più complicato dall’unione tra l’introduttiva “Recalling Lifetime” dai sentori tra il cinematico e l’epico-elettronico-fantascientifico giocata tutta sull’uso di tastiere, chitarra impegnata in un lungo assolo e linee di basso che scandiscono il tempo e la successiva “Shaping The Existence” che pone l’accento su un Prog / Death Metal di buona fattura, molto ragionato e preciso nella struttura, con una cura quasi maniacale nel tessere le diverse trame musicali e nell’assegnare i rispettivi compiti a strumenti e voce; ma che si stacca nettamente dai paesaggi dipinti dall’opener strumentale se non riprendendoli, in minima parte, nel segmento centrale del brano. Un secondo pezzo molto articolato dove la componente melodica gioca un ruolo importante nel separare l’impronta della band da quelle più comuni, ma che entra in partita sul finale. Nella successiva “Superior Condition” subentra un ulteriore variante che fa partire il pezzo come un brano vicino al Nu Metal alla Korn o alla Disturbed con piccoli richiami Metalcore per poi intervallarlo ad una serie di soluzioni più melodiche e tecniche che ne ampliano la gamma sonora ma che risultano un po’ troppo già sentito nella scelta di alternare il cantato in growl a controcanti in clean. Uguale scelta per “Rith The Awekener” dove si aggiungono anche parti acustiche e dove il ritmo viene rallentato per non creare troppa linearità, ma dove la continuità con il pezzo precedente si percepisce perfettamente, specie nella seconda parte del brano. Con “Before The Abyss” la scelta di affidarsi ad un connubio tra chitarre acustiche e tastiere in sottofondo che riprendono le idee iniziali si rivela una scelta di per se già migliore per la band che può sfruttare uno spettro musicale su cui è più facile cucire assieme la sua impronta sonora diversificata e infatti l’intermezzo appena citato spiana decisamente meglio la strada alla forte determinazione di una canzone come “Down At The Roots Of The World“. L’unione di echi Prog e Death mista ad un sound moderno e alle nuove correnti del Metal post-2000 alla fin fine crea più coinvolgimento in questa combo di tracce rispetto a quanto fatto nella prima parte dell’album. Soluzioni che proseguono egregiamente anche nella seguente “The Messengers” con un occhio meno maniacale e più istintivo, all’apparenza, nella concatenazione di parti acustiche e melodiche e “violenza” sonora. L’album si conclude con “Beyond The Origins” e “To The Brightest Star“, che riprendono le idee delle prime canzoni sentite senza apportare null’altro. Più un riempitivo che un brano degno di nota la prima ma buona l’idea di chiudere con un pezzo strumentale, la seconda, che riprenda l’introduzione e la completi.

Buone le idee e ottime le capacità compositive ed esecutive della band (forse la componente Hardcore della band citata dagli stessi nella loro impronta è passata probabilmente inosservata all’interno del disco facendo risaltare molto di più le altre componenti. nda). Molto proiettato verso un pubblico che predilige queste sonorità Metal moderne, tecniche e ricercate.

TRACKLIST:

  1. Recalling Lifetime
  2. Shaping The Exitence
  3. Superior Condition
  4. Rith The Awekener
  5. Before The Abyss
  6. Down At The Roots Of The World
  7. The Messengers
  8. Beyond The Origins
  9. To The Brightest Star

LINE-UP:

Simone Luise – Vocals

Stefano Ravera – Drums

Marco Salvadori – Guitars

Thomas Laratta – Guitars

Andrea Core -Bass

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Daniele Vasco
È possibile contattarlo al seguente indirizzo email: daniele@we-rock.info