Quando suona il rock tremano piatti e bicchieri

Un altro giovedì notte di concerti e controlli e un altro venerdì di polemiche: la prefettura di Pesaro e Urbino ha diffuso i numeri dei controlli effettuati, da gennaio ad aprile 2013 nel centro storico di Urbino, durante le serate del giovedì.

Intanto, un altro esercente del centro storico, il titolare della Trattoria del Leone in via Battisti Mauro Lucarini, fa sentire la sua voce dopo il concerto di giovedì 9 maggio per l’Erasmus Day in piazza della Repubblica: «Ogni volta che si vede montare un palco in piazza, si comincia a tremare: dobbiamo subire la musica altissima, il chiasso, l’immondizia lasciata ovunque. Se ci fossero concerti acustici e di qualità o vere iniziative culturali sarebbe molto positivo per la città e per la mia attività, perché attrarrebbe gente, ma anche l’altra sera, come accaduto per il 24 e 25 aprile, nel mio ristorante tremavano i vetri, i bicchieri e dovevamo urlare in cucina per farci capire – spiega Lucarini – . Mercoledì pomeriggio, quando ho visto montare il palco, mi sono preoccupato molto perché mi ricordavo perfettamente dei problemi avuti due settimane prima, sono andato in piazza dove c’era un vigile e ho protestato: altra gente, che mi ha sentito, si è avvicinata e forse è per questo che il volume mi è sembrato più basso e hanno iniziato con la musica alle 22 quando i clienti se ne stavano per andare. In altre occasioni è andata molto peggio. Per il 25 aprile, con l’iniziativa (R)Esistenze Anomale, ci sono stati concerti rock a volume insostenibile, vendita di birra alla spina con un baldacchino su ruote e vendita di tranci di pizza su tavole di legno. Mi chiedo come sia possibile avere i permessi sanitari per una somministrazione in quelle condizioni. Inoltre, con la musica a volume altissimo e per comunicare in cucina dovevamo urlare; i clienti, invece di gustarsi una cena in tranquillità, hanno consumato un pasto veloce e sono andati via infastiditi, chiedendomi come fosse possibile una cosa di questo genere a Urbino, città patrimonio dell’Unesco. Ho avuto difficoltà a dare spiegazioni e mi sono vergognato molto, pur essendo urbinate, avendo deciso di avere la mia attività con la mia famiglia in centro storico».

La mattina dopo ogni concerto, fa rilevare il ristoratore, si trovano sempre bottiglie, vetri rotti, cartacce: quando qualcuno si lamenta con i vigili, i carabinieri o la polizia, l’unica cosa che si sentono rispondere è che se ci sono i permessi a posto, loro non possono fare niente sul volume. Del concerto di giovedì scorso poco si sapeva: l’evento, “Erasmus day”, con relativo concerto era pubblicizzato su Facebook.

«Si fanno passare iniziative come queste o come la festa dell’Irlanda di qualche settimana fa, come culturali, mentre di culturale non hanno niente perché c’è solo da bere – continua Mauro Lucarini – . Sono rimasto stupito delle dichiarazioni dell’assessore Crespini che dice che si sta tentando di costruire un manuale dell’accoglienza che renda coerente il contesto città/territorio. Sinceramente dopo avere vissuto le situazioni che ho detto, questa dichiarazione mi sembra fuori luogo: il manuale bisognerebbe costruirlo prima di tutto per gli attori pubblici che hanno potere di gestione sulla città e, una volta recepito e messo in pratica, forse sarebbe il caso di venire a chiedere a noi esercenti di migliorare la nostra accoglienza, se ce ne fosse bisogno. Visto che le situazioni del genere si ripetono spesso, e io mi vergogno di quanto accade, fornirò ai turisti i telefoni e gli indirizzi e mail degli amministratori in modo che si rivolgano direttamente a loro».

Fonte: Il resto del Carlino

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