Artaius, “Torn Banners”: un mix tra folk e potenti riff… non sempre riuscito

Il progetto Artaius, è venuto alla luce nel 2008, con l’obiettivo di fondere heavy-metal e musica folk.
La band è sempre stata aperta a varie influenze, abbracciando melodie celtiche, riff dal groove moderno e atmosfere d’epoca in stile anni Settanta, tipiche del prog-rock.
Dopo un EP autoprodotto, la band ha pubblicato il loro suo album full-lenght “The Fifth Season” nel 2013, seguito da un’intensa attività live, spesso condividendo il palco con rinomati artisti del panorama folk-metal italiano come Draugr, Furor Gallico, Kalevala e Diabula Rasa per citarne alcuni, oltre a prendere parte a numerosi festival (Fosch Fest tra gli altri) e l’apertura per Arcturus, Ensiferum, Primal Fear, Skyforger, e molti altri.
Copertina_anteprima_ ArtaiusGli Artaius hanno recentemente firmato un nuovo contratto con Bakerteam Records per il rilascio dei loro secondo album “Torn Banners’”, che segue le orme del suo predecessore, ma con un maggiore senso di melodia, riff pesanti e ritmi groove. L’album è disponibile a partire dal maggio 2015.
L’album si compone di 11 tracce.
La prima cosa che risulta immediatamente evidente è la totale incompatibilità tra gli arrangiamenti, la cui cura e fattura dimostrano tecnica e competenza, salvo qualche “eccesso” nell’uso di effetti elettronici alquanto “stonanti” e le linee vocali scelte: da un lato abbiamo un clean femminile, oscurato e compresso, il più delle volte, dalla strumentazione, che nei momenti dove riesce ad emergere dal tappeto melodico, si ha come la sensazione che non sia sempre all’altezza e che il lirismo della voce sia estremamente claudicante ed eccessivo. Dall’altro lato abbiamo un growl maschile, troppo spesso mal studiato ed utilizzato, che finisce per risultare assordante, altrettanto inadatto e fastidioso all’orecchio di chi ascolta.
Un vero peccato se si guarda alla scelta degli arrangiamenti.
Analizzando ogni brano, dall’opener “Seventh Month”, passando per “Leviathan”, a “Pictures For Life”, a “By God Stolen” e “By Humans Claimed”, fino alla conclusiva, nonché title-track “Torn Banners”, dal punto di vista melodico sprigiona un mix allettante di epicità, potenza, riff affilati e sonorità folk di buon gusto.

TRACKLIST:
01. Seventh Month
02. Daphne
03. Leviathan
04. Eternal Circle
05. The Hidden Path
06. Pictures For Life
07. Pearls Of Suffering
08. Dualità
09. By God Stolen
10. By Humans Claimed
11. Torn Banners

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Daniele Vasco
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