Kraken – Il nuovo album dei Turma

Turma, band partenopea di stampo Djent/Deathcore, il 20 settembre di quest’anno, hanno pubblicato il suo secondo full-lenght, dal titolo “Kraken“. L’album è composto da otto tracce che spaziano dal Death-Metal con schegge “Core” al Djent (corrente musicale sviluppatasi nella scena metal e rock underground a partire dal 2010. Termine di origine onomatopeica, atto ad evidenziare il sound tipico proveniente dalle chitarre distorte con accordatura downtuned.  Derivato principalmente dal Progressive-Metal, questo genere è principalmente caratterizzato da una forte enfasi sul groove e sui ritmi di stampo sincopato. Inoltre, il cantato presenta caratteristiche comuni al Metal, alternando parti in growl (o in scream a seconda dei casi) e voci pulite con una notevole estensione vocale.).
Il disco è totalmente auto-prodotto ed è stato registrato presso i “Turma Studios” , mixato (con master negli U.S.A.) da Daniele Aprea (A Shattered Memories).

turma-nuovaI Turma, si formano nel mese di Ottobre del 2008, dall’incontro Enzo Turitto (Vocals), Lello Di Lorenzo (Guitar) e Lino Arzillo (Drums). Successivamente, si uniscono al gruppo Alex De Cicco (Guitar) e Enzo Manfregola (Bass). La band, consapevole delle difficoltà che hanno coloro che desiderano proporre un’alternativa alla musica della scena italiana, a partire dalla sua formazione, inizia subito a lavorare per proporre un sound che si ispira al Thrash-Metal degli anni ’80.
Nel mese di Luglio 2010, Lino Arzillo, lascia la band e viene sostituito da Filippo Ranieri. Dopo questo cambio nelle line-up, il gruppo registra il suo primo lavoro, “Tearless“, un mix tra Heavy-Metal e Thrash-Metal che ha portato la band ad esibirsi con band come Necrodeath, Michael Angelo Batio Arthemis. Dopo ulteriori split, la band, vede così modificata la sua line-up: Stefano e Lello alle chitarre, Ermes al basso, Francesco e Raffaele alle voci. Con questo cambio, la proposta del gruppo partenopeo, cambia radicalmente, spostandosi verso un’impronta Modern-Metal. Nel 2012,la band, registra e pubblica una nuova canzone, intitolata “Brothers“, raccogliendo subito molti consensi tra i suoi supporters. Alla fine del 2013, il gruppo, mette a segno un secondo colpo, rilasciando (l’uscita ufficiale è avvenuta all’inizio del 2014) il singolo “Rebecca’s Shield“, primo singolo che anticipa l’uscita del secondo album della band.  La band, attraverserà un nuovo cambio di formazione, fino ad arrivare alla line-up attuale, che annovera tra le sue file: Raffaele Berisio alla voce, Lello Di Lorenzo Giuseppe Cipollaro alle chitarre, Fabrizio La Manna al basso e Ciro Troisi alla batteria

artworkTorniamo ad oggi e occupiamoci della seconda uscita discografica dei Nostri, “Kraken“. Quello che abbiamo davanti è un disco che si presenta subito sotto una luce aggressiva e una veste agguerrita, con un muro sonoro compatto e deciso, fatto di atmosfere coinvolgenti che ne incrementano l’aggressività. Un disco che fin dalla sua apertura, affidata a “Feel No Pain“, ci restituisce una band con un’ottima attitudine ed una solida preparazione tecnica. Fin dall’opener, si viene subito investiti da tutta la potenza e la scarica adrenalinica di cui la band partenopea è capace. Non ci sono cali di intensità nel pezzo, nemmeno nelle brevi sezioni dove ritmi e riffs vengono rallentati e resi più cadenzati, in alternanza alle parti più rapide. Ottima la prova di Raffaele, che si sposta agilmente tra growl pig-squeal senza creare stacchi, perfettamente inserito all’interno del comparto strumentale. Le tracce successive, si mantengono ancorate a questo stile iniziale, senza inserire varianti evidenti o sperimentazioni di sorta, ma senza cadere nella ripetitività o nell’autocitazione, creando sempre un tappeto sonoro coinvolgente e convincente. Eccezion fatta per la breve “Fifth Joint“, brano della durata di meno di due minuti (esattamente un minuto e cinquanta secondo), che presenta una rapida variante introduttiva, cadenzata e rallentata che porta l’ascoltatore, lentamente ed inesorabilmente, verso il tornado sonoro creato e sprigionato dal gruppo. Anche la title-track, “Kraken“, quinta traccia in scaletta, si manifesta in una veste più rallentata e cadenzata, ma senza perdere nemmeno un’oncia in fatto di carica energica e aggressività. Una traccia di per se più articolata rispetto alle precedenti, costellata di consecutivi cambi di tempo che mantengono alta l’attenzione, con vocals sempre più cupe e riffs sempre più affilate, guadagnandosi subito il titolo di “Miglior canzone dell’album”. L’album, nel suo trittico conclusivo, riprende la strada iniziale e torna a proporre suoni distorti, linee vocali agguerrite e un muro sonoro dirompente, confermando l’ottimo livello sia in fase di songwriting che di composizione dei vari arrangiamenti. Solitamente, la mancanza di varianti all’interno delle canzoni, dopo diversi ascolti, provoca quella strana sensazione di già sentito, che mina il risultato finale e porta l’ascoltatore a perdere interesse in ciò che sta ascoltando. Fortunatamente, non è il caso di questo album, che invece, anche dopo più di un ascolto, non perde né smalto né la capacità di convincere.

TRACKLIST:

  1. Feel no Pain
  2. Mortal Combat
  3. Destroyer
  4. Fifth Joint
  5. Kraken
  6. Forgotten
  7. Rebecca’s Shield
  8. Magam

LINE-UP:

Raffaele Berisio – Growl Vocals
Lello Di Lorenzo – Guitars
Giuseppe Cipollaro – Guitars
Fabrizio La Manna – Bass
Ciro Troisi – Drums

WEB:

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Daniele Vasco
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